L’AQUILA – Sono ricercati a Roma e nel Lazio quattro senegalesi e un gambiano raggiunti da misure cautelari in carcere da parte del Gip del tribunale del’Aquila nell’ambito di una inchiesta per spaccio di eroina nel mercato aquilano che ha coinvolto 16 persone.
Ieri la squadra mobile diretta dal dirigente Marco Mastrangelo, ha notificato 11 misure, 4 in carcere, 4 ai domiciliari e 3 obblighi di dimora.
Degli 11 finiti nei guai, 10 sono italiani ed uno gambiano, bloccato a Pescara dive si era trasferito dopo essere stato arrestato all’Aquila nei mesi scorsi. Secondo le accuse, si tratta di casi singoli con tossicodipendenti che si rifornivano di eroina a Roma per uso personale e per rivenderla al fine di procurarsi il danaro per le dosi giornaliere.
Intanto, il procuratore capo della repubblica dell’Aquila, Michele Renzo, in una nota, nel ringraziare la Polizia di Stato, che col lavoro estremamente professionale della Squadra Mobile dell’Aquila ha consentito di acquisire le evidenze poste alla base dell’iniziativa cautelare”, ha voluto cogliere la occasione vuole cogliere l’occasione per sottolineare “la solidità di tutti gli apparati istituzionali preposti alla sicurezza e alla giustizia”.
“Nei mesi scorsi, malgrado le gravissime difficoltà collegate all’emergenza sanitaria e la necessità di presidiare strade e piazze a tutela della salute dei cittadini, né il lavoro investigativo né le indagini preliminari condotte dalla magistratura si sono mai fermati – spiega ancora – L’operazione – i cui presupposti sono stati concretizzati anche durante il periodo di lockdown – costituisce la plastica rappresentazione della continuità dell’azione di contrasto verso ogni forma di criminalità. Le istituzioni lavoreranno sempre concordemente per preservare – e se necessario ripristinare – la tranquillità e la sicurezza della convivenza civile nelle nostre città”.





