VASTO – Nove anni di reclusione per Lorenzo Cozzolino, 40 anni, campano trapiantato a Gissi (Chieti), otto anni per Luca Giovenchi, 30 anni, residente a Chieti.

Sono queste le condanne inflitte stamane in Tribunale a Vasto (Chieti) dal giudice Paolo Di Croce.

I due imputati sono stati riconosciuti colpevoli in primo grado di concorso in detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Cozzolino, boss di Cercola (Napoli) stabilitosi nel Chietino per sfuggire a una faida di camorra a Portici (Napoli) e Giovenchi, erano rimasti coinvolti nell’operazione antidroga denominata “Pipistrello”, condotta a partire dal 2008 dai carabinieri del comando provinciale di Chieti e coordinata dal procuratore della repubblica di Vasto (Chieti), Francesco Prete.

Cozzolino era stato arrestato, Giovenchi denunciato assieme ad altre 26 persone, tra cui la moglie di Cozzolino, Italia Belsole, risultata estranea ai fatti contestati.

In base alle intercettazioni ambientali e telefoniche, “Cozzolino e Giovenchi avrebbero gestito un lucroso traffico di droga tra la Campania e il Chietino: al telefono parlavano di vendita di cd, televisori e persino pupazzi in arrivo da Napoli, quando invece, secondo gli inquirenti, si trattava di stupefacenti”.