L’AQUILA – “Un’associazione dalla struttura rilevata e dal programma criminoso”.
Così viene definita, nell’ordinanza che ha disposto gli arresti, la tipologia di sodalizio tra le due bande dedite al traffico di droga che sono state sgominate ieri nella Marsica nell’operazione eseguita dal Corpo forestale dello Stato che ha portato a nove arresti.
L’attività di polizia giudiziaria, coordinata da Stefano Gallo, sostituto procuratore della Dda di L’Aquila, è stata disposta dal gip del capoluogo Giuseppe Romano Gargarella.
La Direzione distrettuale Antimafia è riuscita ad alzare il livello delle indagini contestando appunto l’associazione per delinquere.
L’esistenza di questo sodalizio criminoso, come si legge nell’ordinanza in cui si dispongono le misure cautelari, c’è anche se non esisteva tra i membri un accordo formale né l’organizzazione era strutturata in forma gerarchica: “la prova della sussistenza dell’associazione – si legge – proprio per la ricorrente assenza di espliciti accordi formali, viene normalmente desunta da facta concludentia”.
Le bande si rifornivano di cocaina dal bresciano e di hashish dalla Campania.
L’attività di spaccio, per lo più di cocaina, delle due organizzazioni criminali operanti nella Marsica, era incentrata soprattutto ad Avezzano, Luco dei Marsi e Trasacco e in alcuni casi anche a Pescara.
Attività che, secondo una stima, produceva proventi per circa 75 mila euro ogni due settimane alla luce di un mercato caratterizzato da migliaia di consumatori.
Gli arresti di ieri si vanno ad aggiungere a quelli eseguiti nell’operazione “Lucus Angitiae” del 30 dicembre 2013: 24 misure cautelari, 23 denunciati a piedi libero, 3 segnalazioni al prefetto dell’Aquila, il sequestro di un locale pubblico che era la centrale dello spaccio e il sequestro di importanti quantitativi di droga e denaro.
I NOMI
La prima associazione a delinquere era composta da Abdelmoula “Cuffietta” Belaich, 30 anni, Mohammed Belaiche, 44, entrambi marocchini e in carcere, Emanuela Letta, 38, di Roma, Malika Himmi, 34, marocchina, entrambe ai domiciliari, più una quinta misura cautelare in esecuzione.
Nel secondo e separato sodalizio criminale scoperto, facevano parte Ahmed Omari, 37,Omar Toubi, 26, Ahmed Mazaui, 28, e Abderrazzak Nassite, 33, tutti marocchini e in carcere, Mazaui peraltro già detenuto.






