PESCARA – È il giorno della verità per il presidente della Regione e senatore del Partito democratico Luciano D’Alfonso: il Consiglio regionale è infatti chiamato oggi a decidere sulla presunta incompatibilità tra le due cariche, contro cui il centrodestra punta l’indice da ormai due mesi e il Movimento cinque stelle ha annunciato di essersi rivolto al tribunale dell’Aquila affinché sia sancita l’impossibilità di mantenere il doppio ruolo.
“Con il voto palese oggi in Consiglio regionale si dimostrerà che D’Alfonso politicamente non ha più la maggioranza”, hanno detto i consiglieri di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo, Emilio Iampieri e Paolo Gatti, in una conferenza stampa tenuta poco prima dell’inizio del Consiglio regionale in cui al punto 3 all’ordine del giorno l’Assemblea è chiamata a decidere, hanno spiegato i consiglieri forzisti, “se contestare l’ incompatibilità o meno” rispetto alla doppia carica del governatore.
Era stata la Conferenza dei capigruppo, riunita nella veste di Giunta per le elezioni, il 26 marzo scorso, a rimandare all’Assemblea la decisione sull’incompatibilità, pur esprimendosi a maggioranza a favore di D’Alfonso, sostenendo che “l’incompatibilità scatterà solo quando ci sarà la convalida degli eletti da parte della giunta delle elezioni del Senato”.
“Le situazioni evolvono così velocemente che D’Alfonso si dimetterà da senatore piuttosto che da presidente della Regione”, ha detto oggi Sospiri guardando agli eventi di Roma.
“Resta l’atteggiamento – ha continuato Sospiri – perché D’Alfonso sa di essere in una condizione di illegittimità. In Emilia Romagna il consigliere Bignami è stato sfalciato in meno di 20 giorni dal presidente del Consiglio regionale perché eletto alla Camera e nonostante ci siano ricorsi sulla sua elezione”.
Parla di “clima surreale” Mauro Febbo, elencando una serie di cattive pratiche della Regione Abruzzo rispetto ai fondi europei sottolineando soprattutto la situazione del teatro Marrucino “che sarà costretto a chiudere per mancanza di risorse sia nel 2017 che nel 2018”.
“Oggi o si sblocca tutto – hanno detto i consiglieri di Forza Italia – o non passa nessuna legge”. Iampieri ha parlato di un “programma, quello di D’Alfonso, di 125 pagine tutte disattese” mentre Gatti ha tenuto a sottolineare che con la prospettiva di nuove elezioni il 22 luglio “D’Alfonso si dimetta da senatore e si rimetta a fare il presidente della Regione”.
“Di sicuro – hanno concluso i consiglieri di Forza Italia – a maggio 2019 si voterà per la Regione Abruzzo”.






