PESCARA – L’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) di Pescara è pronta a staccare 10 mila contatori ai morosi.
Lo scrive il quotidiano Il Centro, specificando che tre imprese esterne sono già al lavoro per chiudere l’acqua con 8 operai che si occupano solo di mettere i sigilli.
L’azienda, infatti, deve recuperare 58 milioni di euro di bollette mai pagate se vuole evitare il crac finanziario.
È uno degli effetti della buriana giudiziaria che ha travolto l’Aca e il suo presidente, Ezio Di Cristoforo, agli arresti domiciliari nella sua casa di Bolognano da 19 giorni.
Le aziende private che collaborano al distacco dei contatori sono state scelte, finora, a chiamata diretta: una si occupa della zona vestina, un’altra della Val Pescara e la terza opera tra Montesilvano e Silvi.
In base a quanto riferito da una fonte dell’Aca, sono 30 mila i morosi.



