L’AQUILA – Sarà l’autopsia affidata dal giudice per le indagini prelimimari del tribunale ad Antonio Tombolini, anatomo patologo di Macerata, a chiarire se esiste il nesso di causalità tra la morte della 74enne Margherita Villante, l’aquilana aggredita da un pitbull lo scorso luglio, e le gravi ferite inferte dal cane.

Infatti non si può escludere a priori che il decesso, avvenuto tre giorni fa in ospedale, sia stato provocato da altra causa anche se i familiari della vittima escludono malasanità. Lo snodo dell’indagine è in questo esame.

Ora, dopo il decesso, N.P,  la donna prima accusata di lesioni gravissime, in quanto proprietaria del cane, vede aggravata la posizi0ne con la contestazione dell’omicidio colposo.

Il conferimento dell’incarico ci sarà stamani e poi secondo la prassi, potrebbe essere avviata la perizia per la quale anche l’avvocato della difesa, Paolo Vecchioli, ha nominato un proprio consulente, Paola Iezzi. L’esame sarà eseguito nell’obitorio dell’ospedale San Salvatore.

L’aggressione è avvenuta lo scorso 17 luglio: la donna si trovava insieme alla sorella che era arrivata all’Aquila da fuori regione per un trasloco da  una villetta a schiera che si trova a Sant’Elia, non lontano dal Progetto Case, dove stavano preparando degli scatoloni in quanto la casa era stata ceduta. L’animale era fuggito inopinatamente dalla porta lasciata aperta da una casa vicina attaccando la vittima e, successivamente, ferendo anche la proprietaria in modo non grave. Nessuno sa spiegarsi il perché di tanta ferocia.

Poi il ricovero nel reparto di Rianimazione dell’ospedale aquilano, dove la donna ha subito ripetuti interventi chirurgici dopo che le erano state amputate le braccia e un piede, e si stava pensando di passare alla applicazione di protesi: poi il decesso inatteso.

La famiglia della vittima è rappresentata dall’avvocato Donatella Boccabella.

La signora era molto conosciuta. Aveva lavorato nelle commissioni tributarie e prima all’Agenzia delle entrate ed era nota anche per il suo impegno sindacale nella Cgil. Viveva da anni in via Mulino di Pile.