L’AQUILA – “A Kramatorsk in Donbass, anziani e bambini vivono purtroppo in condizioni disumane, senza corrente, senza acqua potabile, a causa di questa terribile guerra con temperature che sfiorano in meno 20 gradi centigradi”.
Dall’Abruzzo al Piemonte per arrivare nell’Ucraina devastata dall’invasione della Russia del dittatore Vladimir Putin, e dove la popolazione civile sta vivendo atroci sofferenze, sotto l’incubo quotidiano dei missili e droni kamikaze, dove nelle ultime ore, per la cronaca, un uomo e tre fratelli, due di 19 anni e uno di 8 anni, stati uccisi in seguito dell’ennesimo e vile attacco dal cielo.
Questo il tragitto, lungo i sentieri senza frontiere della solidarietà, di 54 generatori, acquistati grazie al contributo economico di 2omila euro dell’Agenzia regionale della Protezione civile abruzzese, fondamentali per dare calore e luce alla popolazione che vive e resiste al gelo sul fronte di guerra dove sono state bombardate le centrali elettriche, che in queste ore i volontari dell’associazione La Memoria viva (https://www.facebook.com/lamemoriaviva), nella loro sede a Castellamonte in provincia di Torino, stanno caricando su un furgone blindato.
Abruzzoweb ha contattato così il presidente Roberto Falletti, 47enne imprenditore del settore fiori e piante, nel volontariato dall’età di 15 anni, che è stato in prima linea anche in occasione del terremoto del 6 aprile 2009, nel centro di smistamento della Protezione civile.
L’iniziativa di solidarietà è stata voluta fortemente dal direttore Maurizio Scelli, e nel ruolo di tramite c’è Piero Moscardini ex funzionario della Protezione civile ed ex braccio destro di Guido Bertolaso, ora in pensione.
“Questa è la nostra 75esima missione in Ucraina, dal 26 febbraio del 2022 e dobbiamo dire innanzitutto grazie all’Abruzzo, a Maurizio Scelli, che l’ha resa possibile – spiega Falletti -. Un rapporto che si consolida, quello con l’Abruzzo, del resto il gruppo comunale di Protezione civile di Castellamonte e stato tra i primi a partire dal Piemonte verso l’Aquila all’indomani del terremoto”.
Nelle 75 missioni, prosegue Falletti, “sin dall’inizio, dal 2022, abbiamo portato aiuti umanitari agli sfollati, mamme, bambini, anziani e invalidi. Polonia e Romania sono stati i primi hub e poi piano piano siamo andati all’interno dell’Ucraina, fino ad arrivare alle linee del fronte, dove nessuno vuole arrivare, per i pericoli che questo comporta, nelle periferie più scure di questa guerra, dove veramente si assistono ad atrocità indicibili, e c’è bisogno aiuto e solidarietà”.
In Abruzzo, prosegue Falletti, “abbiamo operato nel centro di protezione civile sotto il coordinamento di Piero Moscardini, abbiamo portato anche da voi derrate alimentari, prodotti igienici, facevamo spola da Castellamonte ogni giorno verso l’Aquila, nelle tendopoli, per portare soccorso ai nostri fratelli aquilani. E oggi facciamo la stessa cosa per i nostri fratelli ucraini”.
In Ucraina del resto operano 6 volontari di La Memoria viva, “in stretta collaborazione con i vari comuni del fronte di guerra. E i pericoli non mancano, questi generatori siamo costretti a portarli con i blindati, perché i droni kamikaze russi purtroppo colpiscono e distruggono qualsiasi cosa si muove. La Russa prende di mira da anni anche i civili, senza pietà. Noi rispondiamo con gesti di amore e civiltà, sperando che si arrivi alla pace”. Filippo Tronca





