L’AQUILA – Alla fine la mobilitazione, soprattutto in rete, non è bastata per scongiurare la distruzione della Genziana prodotta dalle suore di San Gregori, frazione dell’Aquila, ed infliggere una mega multa da oltre 50 mila euro.
Il famoso liquore abruzzese, prodotto dalla distillazione della radice, fu sequestrato alle religiose della casa famiglia Immacolata Concezione della frazione dell’Aquila nel dicembre 2013, di cui detenevano illegalmente 111 litri, insieme ad altri generi alimentari come polli, conigli e verdure surgelati, donati alle religiose da alcuni agricoltori della zona.
Tutti prodotti casalinghi, quindi sprovvisti di etichetta e dunque non tracciabili, come impone uno dei tanti assurdi regolamenti europei.
Furono i carabinieri del Nucleo anti sofisticazione (Nas) a scovare le bottiglie durante un controllo nell’istituto religioso.
Le suore, come ricorda Il Messaggero, dichiararono che la Genziana era per uso personale, ma questo non bastò ad evitare la sanzione, trattandosi di una struttura aperta al pubblico e con regolare permesso alla somministrazione di alimenti e bevande e non di una abitazione privata.
Il sequestro da parte dei militari innescò una mobilitazione del popolo della rete, e nacque anche l’hashtag #savethegenziana.



