L’AQUILA – Per il consolidamento, la difesa idraulica, il rifacimento della difesa delle aree costiere e la messa in sicurezza di abitati, sono in arrivo ulteriori 361 milioni di euro, 11 dei quali destinati all’Abruzzo, volti a contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico, che rientrano nel Piano operativo sul dissesto idrogeologico per l’anno 2019. 

In totale la somma prevista andrà a coprire i lavori in 236 cantieri italiani.

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha trasmesso il decreto alla Presidenza del consiglio: l’impegno finanziario complessivo del piano ammonta a 361.869.975 euro e trova la necessaria copertura nelle risorse del fondo di sviluppo e coesione 2014-2020 deliberate dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) con delibera 64, del 1 agosto 2019, a favore del piano operativo ambiente.

I fondi verranno erogati in via diretta, quindi senza la stipula di accordi di programma.

L’Abruzzo avrà a disposizione 11 milioni di euro per la riduzione del rischio idraulico-Bacino idrografico del Fiume Saline.

L’intervento servirà per mettere in sicurezza una vasta area di Montesilvano (Pescara).

“La nostra è una regione fragile, soggetta, come abbiamo avuto modo di vedere purtroppo in questi anni, a diversi rischi: da quello idraulico a quello sismico – ha commentato ad AbruzzoWeb il vicepresidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, che detiene la delega all’Ambiente -. Siamo continuamente in emergenza”.

Riferendosi poi all’ultima ondata di maltempo che ha distrutto gran parte della costa abruzzese, Imprudente ha spiegato che “subiamo tutte le criticità legate ai cambiante climatici, per questo sono importanti i fondi  che ci vengono trasferiti dal governo, ma abbiamo la necessità di reperire più fondi possibili”.

C’è poi quella che il vicepresidente ha definito una “emergenza nell’emergenza”: la capacità di spesa.

“Siamo soggetti a procedure spesso complesse, che vanno verso ricorsi e stop – ha precisato – sarebbe auspicabile un intervento complessivo straordinario da parte del governo, per fare in modo che nel momento in cui si fanno interventi di questo genere si possano attuare procedure più snelle”.

“A volte abbiamo una capacità di spesa pari a zero a causa delle lungaggini burocratiche”, ha concluso.

A fronte di un importo di 100 milioni di euro finanziato dallo Stato nel 2016 per interventi di mitigazione dei dissesto idrogeologico, per esempio, le somme effettivamente trasferite alle Regioni ammontano solamente a 26,5 per cento, pari a soli 19,9 milioni di euro.

Soldi che dovevano essere già tutti spesi entro fine 2018.

E l’Abruzzo non fa purtroppo eccezione: dei 7,5 milioni a disposizione per progettare 7,5 interventi di capitale importanza, ne sono stati erogati appena 1,6 milioni, secondo quanto emerge dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, che con la relazione approvata il 31 ottobre ha monitorato l’utilizzo dei 100 milioni del Fondo per la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. (a.c.p.)