PESCARA – Esplode la disoccupazione in Abruzzo.
Nel terzo trimestre del 2013 il tasso di disoccupazione è stato dell’11,8% contro il 9,5% dello stesso periodo del 2012.
Si tratta del dato peggiore negli ultimi dieci anni. Un segno che la crisi, anche se si sta raffreddando, produce ancora perdita di posti di lavoro perché le imprese che sono sopravvissute si stanno ristrutturando diminuendo i costi diretti e indiretti del lavoro.
E ora il rischio è che si vada a una ripresa senza lavoro, con una domanda interna che stenta a riprendersi e che non trarrà grandi benefici dall’aumento del Pil che nel 2004 è stimato solo nell’ordine dello 0,4 per cento.
Preoccupante anche il tasso di occupazione, che cade dal 56,9% del terzo trimestre 2012, al 53,1% di terzo trimestre 2013. Diminuisce anche il tasso di attività, pari a 60,4%, mentre aumentano le persone in cerca di occupazione da 45 mila a 64 mila.
In totale i posti di lavoro persi tra i due periodi considerati sono 31 mila. Gli occupati infatti passano dai 508 mila del terzo trimestre 2012 ai 477 mila di oggi. Gli occupati sono così divisi: 20 mila in agricoltura, 144mila nell’industria, 314mila nei servizi.
In particolare l’industria registra una contrazione del 5,4% che pesa soprattutto nel comparto dell’edilizia, in crisi profonda da molti anni.
A tenere sono soprattutto le industrie esportatrici che stanno godendo della ripresa dei mercati internazionali. Nei numeri del terziario pesa la difficoltà di un settore sensibile alla domanda interna come il commercio.
Il quadro si fa ancora più fosco se si considerano i lavoratori compresi nella fasce interessate dagli ammortizzatori sociali, che nelle statistiche Istat vengono compresi tra gli occupati.
Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini commentando i dati Istat ha scelto parole preoccupate: “Nel 2014 avremo un aumento del tasso di disoccupazione anche con una crescita del Pil”.
“Con la crisi molti hanno smesso di cercare lavoro e con la ripresa molte di queste persone inattive si ripresenteranno e andranno a cercare lavoro. Proprio per questo nel 2014, nonostante avremo un aumento del Pil, avremo un aumento del tasso di disoccupazione”, ha aggiunto.
Per contrastare la disoccupazione, sottolinea, “la crescita dovrà essere non solo esistente ma anche persistente”.
Preoccupa soprattutto la disoccupazione nella classe di età 18-29 anni il tasso di disoccupazione a livello nazionale che si attesta al 28% (+5,2 punti su base annua), con un numero di disoccupati che giunge a 1 milione 68 mila.



