PESCARA – Infuria la battaglia a colpi di comunicati sul terreno minato dell’Arta.
A volte, come si dice, le parole sono pietre, per cui qualcuno rischia di farsi male.
Attacca il senatore Idv Alfonso Mascitelli, mentre replica d’impeto Mario Amicone, fresco direttore generale dell’Azienda regionale per la tutela ambientale.
La sua nomina, si sa, ha creato parecchie polemiche, soprattutto per questioni legate a competenze specifiche nel settore.
Mascitelli, però, vuole approfondire e azzarda una sortita sull’ostico e tortuoso sentiero legale.
Secondo il rappresentate dell’Italia dei valori, la figura di Amicone sarebbe “in aperto contrasto con la legge”.
Cita il decreto legislativo numero 150 del 2009 che all’articolo 52 spiega come “non si possano conferire nelle pubbliche amministrazioni incarichi di gestione del personale a chi negli ultimi due anni ha ricoperto incarichi di partito”.
Detto questo di sostanziale, a contorno il solito rosario di considerazioni sull’anomalia della quale in Regione nessuno si è accorto, tutti presi dalla fretta di distribuire posti e prebende, sul rischio che si corre se un qualsiasi cittadino, che si senta leso nei suoi diritti, si possa alzare al mattino con lo schiribizzo di farne invalidare gli atti, con il conseguente danno economico che la Corte dei Conti potrebbe rovesciare sulle casse degli abruzzesi eccetera eccetera.
Ora, al netto del ruolo istituzionale dell’oppositore, bisogna considerare che Amicone è effettivamente componente del coordinamento regionale del Pdl e, con ogni probabilità, non sarà il massimo esperto della nostra regione a livello ambientale, però è velocissimo ad affidarsi a qualche consulente legale in grado di consegnargli un’arma tagliente.
La sua reazione, infatti è puntuale e feroce. “Con le sue dichiarazioni odierne – tuona – il senatore Mascitelli ha, purtroppo per lui, fatto pubblico sfoggio della sua incompetenza in materia legislativa. Le disposizioni dell’articolo da lui citato si riferiscono alle strutture o ai servizi amministrativi di enti o aziende pubbliche”.
“Nel rispetto della legge regionale istitutiva dell’Arta – prosegue Amicone – la Giunta regionale ha nominato il sottoscritto in qualità di direttore generale dell’agenzia e non dirigente responsabile del servizio Personale, che è invece la figura alla quale fa riferimento il decreto 150”.
Passata la paura, il direttore si concede uno sfogo. “Sorge spontaneo chiedersi con quale spirito il senatore Mascitelli abbia mosso il suo attacco. Se in buona fede – insinua – ha finito per rivelare la sua scarsa predisposizione a interpretare le leggi, altrimenti rispecchia tutto il populismo e la demagogia…” eccetera eccetera.
Ma non sarebbe meglio occuparsi del Porto di Pescara?





