L’AQUILA – “In città è possibile restaurare molto, ma sono convinto che sia possibile aprire anche a nuove forme di architettura nei luoghi colpiti dal sisma del 6 aprile 2009”.
A dichiararlo è il nuovo direttore regionale dei Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo Fabrizio Magani, da un paio di settimane subentrato ad Anna Maria Reggiani, secondo il quale è necessaria una valutazione complessiva “su ciò che è o non è possibile salvare. Il terremoto, da questo punto di vista, può essere un’occasione per ‘ripensare’ il centro storico”.
Nel suo primo incontro con la stampa Magani ha ricordato come, in fase di programmazione, siano state avanzate richieste di fondi da destinare nel 2011 per i restauri e tutela dei beni culturali in Abruzzo: “Allo stato attuale sono stati chiesti 18 milioni di euro sui fondi Arcus, altri 3 milioni dal capitolo otto per mille e 27 dai fondi messi a disposizione dal gioco del lotto”.
Mettere in rete il sistema culturale e ambientale del territorio abruzzese sarà, per il neo direttore, una delle prime sfide da affrontare: “Credo che in Abruzzo ci sia ancora troppa poca consapevolezza di quante e quali siano le bellezze sotto il profilo artistico, culturale ed ambientale; è possibile avviare un discorso con la Regione Abruzzo per una maggiore integrazione tra musei e luoghi che li circondano. A Chieti, per esempio, è stato presentato un accordo tra Direzione regionale, Comune e Provincia per la valorizzazione del patrimonio culturale di quell’area. Credo che l’interazione tra i vari enti territoriali e culturali presenti sul territorio possa essere riproposta anche nel resto del territorio regionale”.
Magani, inoltre, si è detto pronto ad ascoltare “quelle che sono le progettualità dei privati, ai quali si può chiedere non solamente capitali ma anche idee e proposte” , mentre è sembrato entusiasta di realtà culturali e paesaggistiche presenti sul territorio, “Come il Museo di Celano, il Castello Piccolomini, la Civitella e, lasciatemelo dire, la città dell’Aquila”.





