TERAMO – Il tribunale di Teramo, accogliendo il ricorso presentato dalla Uil Fpl, ha dichiarato antisindacale la decisione della Regione Abruzzo di collocare in disponibilità, trasferendo dalle sedi periferiche a Pescara, circa 400 dipendenti della Direzione Politiche agricole senza consultare le organizzazioni sindacali.

Con sentenza del 21 novembre scorso, il giudice Maria Rosaria Pietropaolo ha anche inibito alla Regione “la reiterazione di tali condotte” condannandola a rimuovere gli effetti della determina dirigenziale del 22 gennaio scorso e a pagare le spese legali.

“Di fatto la riorganizzazione è annullata, gli oltre 400 dipendenti della struttura tornano tutti allo stesso livello e si dovrà cominciare una nuova procedura”, spiega il presidente della Commissione regionale di vigilanza Mauro Febbo.

“Un’altra mazzata per il governo D’Alfonso e le sue velleità di ‘rivoluzionare’ la macchina amministrativa”, è il commento del consigliere forzista.

“Questo passaggio comporterà un ulteriore blocco dell’attività amministrativa e di conseguenza dell’impegno dei fondi europei. Oltre al danno la beffa perché oltre ad annullare tutti gli atti la Regione è stata condannata a pagare le spese legali. Davvero un’altra brutta pagina per questo governo regionale”, aggiunge. (m.sig.)