L’AQUILA – “Venturoni ha voluto anteporre alla difesa della sua personale posizione, la salvaguardia generale del governo della Regione, del suo partito, dell’intera classe dirigente abruzzese, riaffermando il primato della politica quale servizio alla collettività”.
Ad affermarlo sono il capogruppo Pdl (Partito delle libertà) alla Regione Abruzzo, Gianfranco Giuliante, e il consigliere regionale Riccardo Chiavaroli, per i quali le dimissioni dell’assessore Lanfranco Venturoni sono “per noi l’occasione anche per una riflessione più ampia”.
“La foga giustizialista già nei mesi scorsi – ricordano i due consiglieri del Pdl – si era abbattuta su Venturoni per il quale, coinvolto in un’altra inchiesta, non mancarono le ‘sollecite’ richieste di dimissioni da parte di un centrosinistra sempre più piegato al dipietrismo e per il quale il garantismo dettato dalla Costituzione è semplicemente un elemento interpretabile secondo convenienza”.
“Oggi – proseguono – nessuno vuol ricordare, però, che quelle accuse si sciolsero come neve al sole, la sua posizione fu archiviata perchè non coinvolto in alcun genere di illecito e il tutto, purtroppo, senza l’onore dei titoli cubitali che invece gli toccarono al momento della diffusione delle notizie sull’avviso di garanzia”.
“Siamo certi – dicono infine Giuliante e Chiavaroli – che anche stavolta la conclusione giudiziaria sarà la stessa e Venturoni saprà, speriamo velocemente, dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati. Con questa convinzione, le sue dimissioni, che non erano assolutamente dovute, oggi hanno per tutti noi un significato nobile e di cui vogliamo rendere merito e onore a Lanfranco Venturoni”.





