PESCARA – A 16 anni a Pescara si può morire, trafitto da 25 coltellate, in un giorno d’estate, come accaduto a Christopher Thomas Luciani, per gli amici Crox. Per 200 euro di debito, legato ad una cessione di droga. Con gli assassini minorenni che poi, come se nulla fosse, sono andati a comprare il “fumo” per trascorrere un pomeriggio in spiaggia. A L’Aquila, città tranquilla, destano allarme episodi di violenza giovanile, anche qui legati allo spaccio di stupefacenti, e non accade certo, in Abruzzo, solo nel capoluogo. Solo ieri, la maxi operazione dei Ros dei carabinieri, che anche in Abruzzo ha portato a 14 misure cautelari e al sequestro di di circa 100 chili di hashish e 1 chilo di cocaina, sgominando un’organizzazione criminale formata da cittadini italiani, spagnoli, argentini e colombiani, dedita al traffico, anche internazionale, di sostanze stupefacenti.
Fatti di cronaca recentissimi, che hanno creato sdegno e acceso il dibattito, ma che confermano che l’Abruzzo non fa purtroppo eccezione, in termini di crescente diffusione delle droghe, pesanti e leggere, anche tra i giovanissimi.
E ad attestarlo, numeri alla mano, è la “Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia”, presentata la settimana scorsa.
Lo scenario della diffusione e del consumo di sostanze stupefacenti e psicotrope in Italia è caratterizzato, nel 2023, anno di riferimento della maggior parte dei dati contenuti nella Relazione, da trend in aumento: in rapporto sia ai consumi, sia ai reati penali, sia alla domanda di trattamento. E in particolare, si conferma la crescita del consumo di sostanze psicoattive tra i giovani tra i 15 e i 19 anni rispetto all’anno precedente.
Prima di entrare nel dettaglio va rimarcato che in Abruzzo sono state effettuate nel 2023 circa il 4% delle operazioni antidroga del Paese, che è un dato medio basso, e il quantitativo di droga è nella fascia media, tra i 40 chili ogni mille residenti e i 56,7 chili, mentre il primato spetta a Liguria Calabria, e Lazio, tra i 208,8 chili e 1.916 chili.
L’Abruzzo eccelle, terzo in Italia dopo la Provincia autonoma di Bolzano ed Emilia Romagna per servizi socio sanitari di primo livello per l’assistenza per le dipendenze patologiche, una struttura ogni 100mila abitanti, mentre è ultima per il servizi ambulatoriali, 1,4 ogni 100mila abitanti, rispetto ad esempi alla regione più virtuosa, il Molise, che ne ha 6,6.
Il numero medio di utenti tossicodipendenti rispetto ai Serd è di 29,2 dato che colloca la regione tra le ultime, in una classifica dove eccelle la Val d’Aosta con 15,2 e l’Emilia Romagna con 16,1.
Venendo dunque al focus sui giovani, a livello nazionale: quasi 960mila, pari al 39% della popolazione studentesca, riferiscono di aver consumato una sostanza illegale almeno una volta nella vita e oltre 680mila (28%) nel corso dell’ultimo anno.
Le percentuali di studenti che riferiscono di aver usato almeno una volta nel corso dell’anno sono: cocaina dall’1,8% al 2,2%, stimolanti dal 2,1% al 2,9%, allucinogeni dall’1,6% al 2% e Nuove sostanze psicoattive dal 5,8% al 6,4%.
La cannabis rimane la sostanza più usata dai giovani, ma vede una diminuzione della prevalenza rispetto al 2022 (22,2% contro il 23,7%).
Ma è in particolare il traffico e il consumo di cocaina che continua a crescere in Italia.
Negli ultimi anni i quantitativi di cocaina sequestrati dalle Forze di Polizia sono più che quintuplicati passando da circa 3 tonnellate e mezzo nel 2018 a quasi 20 tonnellate nel 2023 (pari al 22% di tutte le sostanze sequestrate).
A fronte di una maggiore diffusione sul territorio nazionale, risultano sostanzialmente stabili nel tempo il prezzo medio a livello del narcotraffico (37-38.000 euro/kg) e quello al mercato dello spaccio (84 euro al grammo), confermandosi come la sostanza ampiamente più costosa.
E aumenta il consumo di cocaina tra i giovani. Infatti, in seguito a un lungo periodo di consumi in diminuzione, a partire dal 2021 si registra un trend in crescita che, nel 2023, raggiunge valori superiori a quelli pre-pandemia.
Quasi 54mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni riferiscono di aver fatto uso di cocaina nel 2023, quota che, rispetto al totale della popolazione studentesca, sale in un anno dal 1,8% al 2,2%.
Aumenta anche la percentuale di studenti che hanno utilizzato la sostanza prima dei 14 anni.
La penetrazione sul territorio è confermata dall’aumento nell’ultimo decennio delle segnalazioni per possesso di cocaina e crack a uso personale, che nel 2023 rappresentano il 19% del totale e coinvolgono principalmente consumatori over-30.
Inoltre, le denunce per reati legati a cocaina e crack sono aumentate dell’8,6% rispetto al 2022, raggiungendo la percentuale più alta mai registrata (46%) per reati di produzione, traffico e detenzione.
Pur presentando per la prima volta dalla pandemia una flessione, i prodotti della cannabis restano comunque quelli a maggior impatto sia per quanto riguarda la diffusione sui territori sia relativamente allo sforzo legato al contrasto.
La cannabis e i suoi derivati continuano a essere le sostanze largamente più diffuse tra i giovanissimi.
Nel 2023, almeno una volta nell’anno ne hanno fatto uso 550mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni, pari al 22% dell’intera popolazione studentesca, e 70mila giovanissimi (2,8%) hanno riferito di farne un uso pressoché quotidiano (20 o più volte nel mese).
Preoccupa l’incremento della percentuale media di principio attivo nei prodotti a base di hashish, che è quadruplicata, soprattutto nei prodotti di nuova generazione e nei liquidi per sigarette elettroniche.
Inoltre, desta allarme la comparsa di prodotti a basso contenuto di THC (<1%) adulterati con cannabinoidi sintetici (esaidrocannabinolo).
A conferma dell’ampia disponibilità della sostanza, i dati 2023 evidenziano che il 76% delle segnalazioni per detenzione a uso personale (Art. 75 DPR n.309/1990) è legato al possesso di cannabinoidi, ratificando un trend in crescita cominciato nel periodo post-pandemia.
Ci sono poi le nuove sostanze psicoattive (Nsp) rappresentano una delle sfide più dinamiche e critiche nel campo delle dipendenze, con una crescente variabilità che rende difficile il loro rilevamento e controllo. Nel corso dell’ultimo anno, il Sistema nazionale di allerta precoce del Dipartimento per le politiche antidroga ha identificato sul territorio 70 Nsp, appartenenti principalmente alle classi dei catinoni (20%), delle arilcicloesilammine (16%), dei cannabinoidi sintetici (13%) e delle benzodiazepine (11%).
Questa diffusione continua a creare allarme tra gli operatori del settore: essendo composti sintetici facilmente manipolabili, risultano difficili da rilevare e, non essendo immediatamente classificati nelle liste delle sostanze vietate dalla legge, sfuggono spesso ai controlli.
Nel corso del 2023 sono state inserite all’interno delle tabelle ministeriali 48 nuove sostanze stupefacenti.
Il consumo di Nsp, in crescita dopo la pandemia, interessa prevalentemente i giovani, più esposti a questo particolare mercato. Nel 2023, riferiscono di averne consumata almeno una nel corso dell’anno 160mila 15-19enni, pari al 6,4% della popolazione studentesc
Il 2023 è stato caratterizzato da 25 allerte diramate dal Sistema nazionale di allerta precoce del Dipartimento per le politiche antidroga (Dpa) ai centri collaborativi preposti.
Le due di grado più elevato, concernenti un rischio concreto di gravi danni per la salute delle persone, hanno riguardato la diffusione del fentanyl illecito, un oppioide sintetico con una potenza oltre 80 volte superiore a quella della morfina, e della xilazina, un potente sedativo solitamente impiegato in veterinaria, usata nel mercato illegale come adulterante.
A fronte della diffusione dei consumi fra i giovanissimi si registra un aumento delle operazioni antidroga e dei sequestri da parte delle forze di polizia (rispettivamente, +6% e +17%), con 89 tonnellate di sostanze stupefacenti confiscate in Italia e nelle acque internazionali limitrofe.
Assieme all’aumento dei consumi, si osserva anche quello del coinvolgimento dei minorenni nell’ambito della produzione, del traffico e della detenzione illecita di sostanze stupefacenti: il numero di minorenni denunciati all’Autorità Giudiziaria per reati penali droga-correlati ha visto un aumento del 10%.
In generale, i detenuti tossicodipendenti rappresentano il 29% del totale al 31 dicembre 2023, mentre 3.901 persone sono in carico all’Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) per misure alternative alla detenzione.
Nell’ultimo anno, presso i Servizi pubblici e privati (SerD) dedicati alla prevenzione, al trattamento e alla riabilitazione delle dipendenze, presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale, sono stati trattati 132.200 pazienti, una parte dei quali ha seguito anche un percorso di cura e riabilitazione presso strutture terapeutiche residenziali e semi-residenziali. In particolare, si è registrato un aumento (dal 51 al 55%) di persone che hanno chiesto di essere prese in cura per cocaina/crack.
Anche gli accessi in Pronto Soccorso droga-correlati, 8.596 in tutto, hanno fatto registrare un aumento del 5% rispetto al 2022; il 12% di questi accessi ha esito in ricovero.
I decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti rilevati su base indiziaria da parte delle forze di polizia sono stati 227 (in calo rispetto al 2022). Grazie a un progetto attivato dal Dpa con i Tossicologi forensi italiani, sono stati raccolti i dati di 85 province italiane: i decessi droga-correlati nelle indagini forensi nel 2023 sono stati 822 (+5,4% rispetto al 2022), di cui 312 per intossicazione acuta.
Lo scorso anno sono aumentati i progetti di prevenzione, un lavoro di informazione, comunicazione e sensibilizzazione che vede coinvolti operatori pubblici, principalmente Amministrazioni regionali e Dipartimenti delle dipendenze, e privati, associazioni ed enti del Terzo settore.
Sono stati realizzati 289 progetti nelle secondarie di I e II grado, mirati all’incremento di conoscenze e competenze sociali per prevenire l’uso di droghe. Il 49% delle scuole ha organizzato attività di prevenzione delle sostanze, dato in crescita rispetto al 2022, mentre l’81% iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo (che, nel 2023, ha visto vittime il 45% degli studenti).
Quasi la metà degli studenti ha partecipato a programmi di prevenzione, mostrando maggiore consapevolezza sui rischi e minor propensione all’uso di sostanze.




