L’AQUILA – Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo, Sezione dell’Aquila, ha annullato la deliberazione numero 19 del 6 ottobre 2009 con cui il Consiglio regionale d’Abruzzo nominò difensore civico regionale l’avvocato Giuliano Grossi.

Con la sentenza 88/2011, depositata ieri, è stato, quindi, accolto il ricorso proposto dall’allora difensore civico regionale, avvocato Nicola Sisti. A questo punto Sisti dovrebbe essere pienamente reintegrato nelle sue funzioni.

La Regione Abruzzo potrebbe decidere di uniformarsi alla sentenza del Tar o presentare ricorso.

ACERBO (PRC): “ENNESIMA FIGURACCIA DEL CENTRODESTRA”

L’AQUILA – “L’annullamento da parte del Tar della nomina a difensore civico dell’avv. Giuliano Grossi è l’ennesima figuraccia che rimedia il centrodestra alla Regione Abruzzo”.

Lo dice il consigliere regionale del Prc, Maurizio Acerbo. “La rivoluzione meritocratica strombazzata da Chiodi – prosegue – è un’allucinazione, la realtà è quella della consueta spartizione partitocratica degli incarichi. Come contestammo a suo tempo è vergognoso che il centrodestra poi proceda con logiche spartitorie di schieramento anche su incarichi come quello di difensore civico che dovrebbe avere caratteristiche di terzieta’ e indipendenza dall’esecutivo”.

“È scandaloso – rileva Acerbo – che si ritenga un incarico ‘fiduciario’ della maggioranza anche quello del difensore civico e che lo si affidi a un esponente di partito con il ‘manuale Cencelli’ e non sulla base di criteri di competenza e autorevolezza. Pur di nominare un fido collaboratore del senatore Pastore il centrodestra non ha esitato a spaccare il Consiglio regionale fregandosene delle nostre richieste di addivenire a un voto a larga maggioranza dopo una comparazione dei curricula. Ora la vicenda si chiude nel ridicolo come emerge chiaramente dalla lettura della sentenza del Tar. L’Abruzzo continua a rimediare figuracce a causa di classi dirigenti che non riescono a liberarsi di vecchi vizi.

 

“Approfittiamo – conclude – per invitare Chiodi a evitarci lo spettacolo della nomina ai vertici dell’Arta di ex-consiglieri regionali come Mario Amicone considerando il fatto che nell’agenzia il ruolo che andrebbe a ricoprire sarebbe quello di direttore generale. Trattasi di ruolo eminentemente tecnico che dovrebbe essere ricoperto sulla base di specifiche competenze e non utilizzato per ‘ricompensare’ sostegni elettorali e cambi di casacca. Le ‘campagne acquisti’ non le possono continuare a pagare i cittadini”. 

RUFFINI (PD): “CHI PAGHERA’ I DANNI?”

L’AQUILA – “Un’altra doccia fredda per la maggioranza di centro-destra: il Tar ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Nicola Sisti ritenendo illegittima la nomina dell’attuale difensore civico del Consiglio regionale, l’avvocato Giuliano Grossi“. È quanto dichiara il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini.

“Per il tribunale regionale vi sono vizi procedurali nella deliberazione del Consiglio regionale numero 19/5 del 6 ottobre 2009 con la quale è stato nominato Difensore Civico della Regione Abruzzo l’avvocato Giuliano Grossi. I rilievi riguarderebbero i tempi, che secondo il comma 5 dell’articolo 10 della legge regionale 126/95, dispongono che il Consiglio regionale debba essere convocato 20 giorni prima della scadenza del mandato del  difensore civico onde evitare di andare in regime di prorogatio per altri 5 anni”.

“Una procedura, secondo il Tar, che non è stata rispettata visto che la convocazione è andata oltre questo termine. La convocazione del Consiglio regionale è avvenuta il 17 settembre 2009 mentre il termine ultimo era quello del 15 settembre”.

“Come Pd avevamo denunciato oltre al mancato rispetto dei termini di cui sopra – ricorda il Consigliere regionale Claudio Ruffini – che i Consiglieri regionali avevano dovuto procedere alla nomina del Difensore Civico senza aver ricevuto  la documentazione riguardante il curriculum di ciascun candidato, disponendo del solo elenco nominativo”.

“Il Pd disse chiaramente che l’eventuale annullamento della Deliberazione 19/5 del 6 ottobre 2009 avrebbe determinato un potenziale diritto risarcitorio dei ricorrenti in sede di giustizia civile, con danno per la Regione Abruzzo”.

“Nella seduta del Consiglio regionale del 17 novembre 2009 portammo in approvazione una risoluzione che prevedeva la revoca in autotutela della nomina di Grossi. La delibera fu respinta dalla maggioranza”.

“Un occasione persa quella del centro destra, dice Ruffini,  per ripristinare legalità e meritocrazia nella Regione Abruzzo.
Adesso la Regione Abruzzo sarà costretta a riconoscere a Sisti tutti gli oneri non percepiti dal 15 settembre 2009″. 

“Parliamo di circa 70-80 mila euro che a Sisti spettano per le mancate mensilità. Chi pagherà queste somme?Il consiglio regionale oppure i consiglieri regionali che hanno votato la delibera?” chiede Ruffini..

“Oppure come al solito pagheranno i cittadini abruzzesi per la voglia della maggioranza di nominare persone amiche politicamente?”.

TOTO (FLI) PRESENTA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

L’AQUILA – “Esprimiamo  il nostro apprezzamento per l’iniziativa dell’onorevole Daniele Toto  che ha interrogato i ministri competenti in relazione alla nomina dell’avvocato Giuliano Grossi  a Difensore civico dell’Abruzzo”. È quanto dichiarano i consiglieri Pd Claudio Ruffini e Giovanni D’Amico, vice presidente vicario del Consiglio regionale.

“La sua iniziativa conferma la giustezza  della nostra richiesta di revoca  della deliberazione consiliare 19/5 del 6 ottobre 2009  per motivi  di trasparenza nelle procedure e di verifica dei requisiti di  compatibilità dell’avvocato Grossi nello svolgimento delle funzioni di Difensore Civico”.

“Il presidente del Consiglio, Nazario Pagano, e la Conferenza dei Capigruppo, a nostro avviso, rifiutando l’iscrizione all’ordine del giorno del consiglio regionale del 17 p.v., hanno commesso  un grave errore  nel  escludere  la necessità di riavviare ex novo le procedure  di nomina, a partire della verifica dei requisiti sostanziali dei candidati”.

“E’ auspicabile che l’iniziativa dell’on. Toto  attivi una riflessione nel Pdl e negli altri gruppi consiliari  e consenta, nella seduta di martedì, di individuare  procedure di garanzia  che, nel riesame degli atti, possano consentire al Consiglio di operare la scelta più giusta per i cittadini abruzzesi ,  direttamente interessati alle funzioni del difensore civico”.

TOTO (FLI): “MAGGIORANZA OSTAGGIO DELLA DEMERITOCRAZIA”

L’AQUILA – In relazione alla sentenza del Tar Abruzzo di annullamento della deliberazione del consiglio regionale 19/2005 del 6 ottobre 2009, di nomina del difensore civico nella persona dell’avvocato Giuliano Grossi, a seguito dell’impugnazione dell’atto da parte del difensore civico uscente, l’avvocato Nicola Sisti, l’onorevole Daniele Toto ha dichiarato.
     
“La sentenza del Tar che annulla la deliberazione con la quale il consiglio regionale nominò il difensore civico nella persona dell’avvocato Giuliano Grossi è riprova di quanto la maggioranza che sostiene il governo regionale sia ostaggio della ‘demeritocrazia’ imposta dalle circostanze, dalle convenienze e dagli interessi del momento, senza tener conto di nessuna contraria e oggettiva indicazione”.

“Evocare l’attenzione che volli richiamare, sul punto, anche in sede di sindacato ispettivo, con un’interrogazione parlamentare, è  inopportuno e superfluo ma, almeno, è utile misura della miopia altrui”.

“Resta, inoltre, pacifico che, contrariamente a quello che piace predicare agli esponenti dell’attuale maggioranza, non è il merito che si fa spazio in molti dei suoi atti ma lo spettacolo di un’incurante prepotenza che affianca alla macelleria sanitaria quella istituzionale, come attesta questa sentenza del Tar Abruzzo”.

“La censura sull’interpretazione di comodo delle norme che lo stesso consiglio regionale s’è dato per la procedura rilevante nel caso di specie dimostra, appunto, la disinvoltura con la quale essa è capace di travolgere, a fini di interessi partigiani, pure le regole date per il funzionamento delle istituzioni”.

“Eccoli i ‘poteri forti’, stavolta sorpresi, con le mani nella melassa, e puniti, alla buon’ora”.