L’AQUILA – “Quando torno ci compriamo la Ducati”.
Salutarsi così, prima della partenza per l’Iraq, destinazione la base italiana di Nassirya per la missione “Antica Babilonia”. Un saluto spensierato tra due fratelli, Tonino, che gestisce una macelleria a Sulmona, e Franco Lattanzio, maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, originari di Pacentro (L’Aquila)
Una passione condivisa, quella per le due ruote, fin da ragazzi. Peccato che il sogno di comprare la rossa di Borgo Panigale sia rimasto tale, un sogno spezzato via la mattina del 27 aprile 2006 da una bomba esplosa al passaggio del veicolo che trasportava cinque militari, tre carabinieri (insieme a Lattanzio Carlo De Trizio ed Enrico Frassanito), un capitano dell’esercito (Nicola Ciardelli), e un caporale della polizia militare rumena (Bodgan Hancu).
Lattanzio muore sul colpo insieme ad altri due commilitoni, a causa di un fortissimo shock termico. La bomba esplodendo aveva trasformato l’interno del veicolo in un forno ad altissima temperatura. La beffa del destino, perché la missione di Franco sarebbe finita di lì a qualche giorno e avrebbe fatto ritorno a casa.
“Quella mattina – racconta il fratello Tonino ad Abruzzoweb – ero intento a lavorare in macelleria, come tutte le mattine. Sapevamo che la missione di Franco presentava dei rischi. Ci aveva spiegato tutto ed era lui stesso consapevole dei pericoli che avrebbe corso. Ma per lui la divisa era la divisa. Qualcosa da rispettare, servire ed onorare, sempre”.
La commozione è inevitabile, sono passati dieci anni ma certe emozioni non si affievoliscono col tempo, forse mutano, forse il tempo rende solo più sopportabile il peso dell’assenza di una persona cara.
“Ho visto arrivare in negozio i carabinieri. Non avevo ascoltato la radio, stranamente, per cui proprio non pensavo che potesse essere successo qualcosa di grave – racconta – ma ho capito immediatamente, guardando i volti dei colleghi di Franco. Hanno cercato di darmi la notizia nel modo più delicato possibile, ma il fatto non cambiava. Mio fratello non sarebbe più tornato”.
Poi tutto si è svolto come nel peggiore degli incubi: le inchieste, il rientro delle salme, i funerali di Stato nella Basilica romana di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri officiati il 2 maggio 2006 dal cardinale Angelo Bagnasco.
Finalmente, Franco è nella sua Pacentro. Una folla di gente lo accompagna fino alla cappella di famiglia nel cimitero alle porte del paese. L’amministrazione comunale gli intitola prima la locale caserma dei carabinieri, poi la stradina che costeggia l’abitazione della sua famiglia e poi anche i giardinetti pubblici subito nei pressi.
In paese, nella ricorrenza dei dieci anni dalla sua morte, tanti lo ricordano, come fanno ogni giorno pensando a quel ragazzo sempre allegro che ad ogni licenza dalla caserma tornava a casa con la sua moto Honda bianca, rossa e blu.
Oggi per l’anniversario Poste Italiane emette uno speciale annullo filatelico che resterà disponibile per un mese presso gli uffici postali dell’intera provincia dell’Aquila.
Una cerimonia di commemorazione si terrà a partire dalle 18.30 presso il cimitero di Pacentro alla presenza del comandante della Legione Carabinieri Abruzzo, il generale Michele Sirimarco; seguirà la deposizione di una corona al monumento ai Caduti.
Una messa di suffragio sarà celebrata alle 19.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, officiata dal vescovo di Sulmona-Valva monsignor Angelo Spina.





