L’AQUILA – Dieci anni dopo il disastroso incendio dell’agosto 2007 che divorò 400 ettari di superficie causando danni per circa 3 milioni di euro, è ancora in alto mare la rinascita del bosco di San Giuliano all’Aquila e ci sono “problemi idrogeologici frequenti”.

È quanto emerge dalla relazione di tre pagine relativa al ripristino dell’area verde frequentatissima dagli aquilani, realizzata dal Comune capoluogo in collaborazione con l’Università e illustrata oggi in un incontro con la stampa.

Sebbene “negli anni si sono susseguite azioni di volontariato” e l’amministrazione abbia “effettuato degli interventi per la messa in sicurezza dei sentieri più frequentati”, si legge nel documento, “si presentano nell’area problemi di sicurezza e stabilità dei sentieri” come “tronchi a terra che sbarrano i sentieri a causa delle cadute o dello scivolamento degli stessi dalle loro posizioni”.

Inoltre, ammonisce il rapporto, “le azioni dei vari soggetti (Ana, Cai, singoli cittadini) non sono risultate coordinate per un risultato omogeneo e non sono state rispettate le indicazioni contenute nell’ordinanza del sindaco”.

Tutto questo mentre le analisi confermano il valore eccezionale dell’area verde. “Lo studio della flora ha evidenziato la presenza di una biodiversità molto significativa sia in termini di specie legnose, censite oltre 60 diverse specie di alberi e arbusti, che di specie erbacee rare e particolari”, si fa notare.

Purtroppo, anche da questo punto di vista ci sono problemi: “A causa dell’eliminazione della copertura arborea e alla situazione di disturbo, si è verificato lo sviluppo di specie invasive aliene (Robinia e Senecione africano) che stanno colonizzando vaste porzioni di area”.

“Per quanto riguarda il restauro forestale, sono stati individuati e quantificati dal punto di vista tecnico ed economico gli interventi per due delle aree omogenee individuate con indicazioni che riguardano sostanzialmente il taglio del legno morto in piedi lungo un raggio di 7 metri da ogni linea di viabilità – spiega ancora il documento – e prevenzione dal rischio di innesco di nuovi incendi, consistente nell’allontanamento lungo lo stesso raggio di 7 metri della necromassa precedentemente abbattuta e di quella già presente a terra”.

L’incendio nel complesso interessò una superficie di circa 380 ettari, suddivisa in superficie non boscata, 30 ettari, e superficie boscata, 350 ettari, di cui 290 di conifere e 60 di latifoglie. La stima dei danni per San Giuliano risulta pari a oltre 2,7 milioni.