L’AQUILA – Il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, è in piena campagna elettorale per la poltrona di direttore generale della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
A ridosso della fine del 2012, infatti, Di Orio, il cui mandato con l’Ateneo scade a marzo, ha scritto tre lettere con le quali dispensa consigli, dà suggerimenti e mena fendenti a destra e a manca, in particolare all’ex direttore generale della Asl dell’Aquila, Giancarlo Silveri: e questo non è un caso visto che anche Silveri è in corsa per succedere a se stesso alla guida della Asl provinciale per aver risposto, al pari di Di Orio e numerosi altri, al bando della Regione del 13 dicembre scorso.
Insomma, il rettore uscente e non più ricandidabile sul quale pesano due richieste di rinvio a giudizio, una all’Aquila e l’altra a Roma, per questioni legate alla sua attività di capo dell’Ateneo, si comporta come se già fosse un dominus della sanità abruzzese: ciò in vista del pronunciamento della Giunta regionale che nominerà i direttori generali delle Asl provinciali dell’Aquila e di Chieti, entro questo mese.
Ma nonostante Di Orio non abbia praticamente chance, il suo attivismo tradisce e conferma le ambizioni, già rivelate da AbruzzoWeb, di ritagliarsi un futuro da manager, visto che a marzo dovrà lasciare la guida dell’Ateneo, retto per nove anni grazie anche a due proroghe consentite da un’interpretazione della riforma Gelmini del sistema universitario.
Un mandato extralarge che, secondo alcuni, non era consentito, tanto che la vicenda ha scatenato ricorsi alla giustizia amministrativa ed è finita addirittura in più di un’interrogazione parlamentare.
Nelle sue “note di Capodanno” Di Orio si rivolge al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a Silveri e al dg dell’Azienda teramana, Giustino Varrassi, suo sodale di vecchia data.
Oggetto delle missive, la riforma dei comitati etici, la situazione del reparto di Neuropsichiatria infantile del San Salvatore e lo scioglimento della convenzione tra l’Ateneo aquilano e la Asl teramana relativa alla figura dell’ortopedico Vittorio Calvisi, fino a pochi giorni fa primario a Sant’Omero. Il trasferimento di Calvisi nell’ospedale del Teramano suscitò un vespaio di polemiche all’Aquila e il medico accusò la Asl locale di indifferenza.
Mentre con Chiodi e con Varrassi i toni sono concilianti e gentili, a Silveri è riservato tutt’altro trattamento: in merito al trasferimento del reparto di Neuropsichiatria, Di Orio afferma “la nuova sistemazione comporterebbe solo molti disagi ai piccoli pazienti e ai loro familiari, agli studenti e specializzandi, senza di contro sortire alcun effetto positivo quale il rientro in una struttura assegnata in modo definitivo”.
“Pertanto non è ragionevole condannarla alla inefficienza e sostanzialmente all’inoperatività”, aggiunge perentorio.
Una decisa invasione di campo che fa presagire un clima da guerra di trincea quando la Giunta regionale sarà chiamata a indicare il nuovo manager della Asl aquilana, dopo che una commissione tecnica formata da tre componenti avrà valutato i curriculum dei candidati che hanno presentato domanda.
E due dei componenti della commissione, tra l’altro, sono docenti delle università di Teramo e Chieti, nominati dai rispettivi rettori, quindi dai colleghi di Di Orio. (b.s.)



