L’AQUILA — Una segnalazione ufficiale per verificare se l’Università dell’Aquila potesse concedere all’ex rettore dell’Ateneo aquilano, Ferdinando Di Orio, condannato in via definitiva per reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni, l’utilizzo di una sede universitaria per presentare un libro dello stesso di Orio, è stata inviata al magnifico rettore, Edoardo Alesse, e alla commissione etica dell’Ateneo, dal professore Sergio Tiberti e dal suo avvocato Felice Cantaro.
I due ricorrenti denunciano la violazione di tre articoli del codice etico. Tra Di Orio e Tiberti si è scatenata una imponente controversia legale sfociata in numerosi processi, una situazione ritenuta da molti come una vera e propria guerra giudiziaria. L’evento, che prevede una serie di interventi di numerosi prof universitari, è in programma domani alle 16 a Coppito nel blocco 11/A – Edificio Paride Stefanini: il libro dell’ex rettore ha il titolo di “Controstoria della Medicina”.
Nel giugno del 2019 l’ex rettore è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione per il reato di induzione indebita nei confronti dello stesso professor Tiberti, suo ex collega all’università del capoluogo regionale, con il quale aveva avuto in passato buoni rapporti. L’ex senatore di centrosinistra, a capo della università per quasi dieci anni, ha scontato per circa tre mesi la pena nel carcere di Rebibbia a Roma e poi con la misura più mitigata dei servizi sociali: secondo i giudici, ci sono state pressioni nei confronti di Tiberti finalizzate a dazioni di danaro che sono state comprovate.
Nella segnalazione si legge quanto segue:
“Formulo la presente in nome e per conto del Prof. Sergio Tiberti che con me sottoscrive per rappresentarvi quanto segue. Nei giorni scorsi sono apparse alcune locandine relative al convegno in oggetto che si unisce in allegato. Da una lettura della locandina si evince che l’incontro ha ad oggetto la presentazione di un libro dell’ex Rettore dell’Università Prof. Ferdinando Di Orio. Il luogo in cui si terrà il convegno è quello di una sede dell’Università dell’Aquila (Coppitto, blocco 11/A – Edificio Paride Stefanini). Ebbene, con riferimento all’opportunità di consentire all’interno della struttura universitaria lo svolgimento del suddetto convegno nel rispetto del Codice Etico approvato dall’Università, appare necessario svolgere le seguenti considerazioni.
Anzitutto, non si comprende come il suddetto convegno promosso da soggetto condannato in via definitiva per gravi delitti commessi nell’esercizio della funzione di Rettore dell’Università in danno di un prestigioso Docente universitario, possa essere compatibile con l’art. 4 del Codice Etico, il quale prevede che “l’Università considera un valore primario l’integrazione dei valori di rettitudine, onestà, correttezza e imparzialità nelle proprie attività amministrative e nelle funzioni istituzionali di didattica e di ricerca”.
In secondo luogo, sotto il profilo del corretto uso delle risorse dell’Università costituito dalla concessione in uso di parte della struttura universitaria ad Associazione culturale, si osserva come l’art. 11 del codice etico stabilisca espressamente che: “Il personale dell’Università deve usare le risorse (umane, finanziarie, materiali e immateriali) messe a disposizione dall’Ateneo con particolare cura e diligenza. Nessuno può concedere a persone o ad enti esterni le risorse dell’Università sopra elencate per fini di natura personale e/o per scopi diversi da quelli dell’istituzione universitaria e, in ogni caso, non espressamente autorizzati”.
Infine, sotto il profilo del rispetto del buon nome e della reputazione dell’Università tutelato dell’art. 12 del Codice Etico non appare superfluo sottolineare come, alla luce dei processi penali e dei rispettivi esiti, che hanno avuto come protagonista il Prof. Di Orio, lo svolgimento del suddetto convegno possa arrecare un grave vulnus al buon nome e alla reputazione dell’Università. Alla luce di quanto sopra dedotto, si chiede di accertare se nei fatti sopra esposti siano ravvisabili violazioni al Codice Etico dell’Università e, in caso positivo, di adottare tutti i provvedimenti di competenza”.






