L’AQUILA – “Sono totalmente d’accordo con quanto affermato dal direttore generale Romano: la Asl dell’Aquila nel riparto del fondo regionale, è sottofinanziata. Come diceva don Milani, non si possono fare parti uguali tra disuguali. La provincia dell’Aquila ha 6 ospedali, 73 punti di erogazione, un territorio quasi tutto montuoso, con bassa densità abitativa, e questo significa costi più alti, di cui occorre tener conto, se vogliamo mantenere i servizi”.

Nell’intervista ad AbruzzoWeb.it, Alessandro Grimaldi, il nuovo presidente  dell’Ordine provinciale dei medici della Provincia dell’Aquila, entra subito nel merito delle questioni cruciali, e dà ragione al direttore generale della Asl dell’Aquila, Ferdinando Romano.

In premessa del suo piano di rientro, che prevede 35.621.072 euro di risparmi, per comprimere il debito a  30.802.714 euro invece dei 66.423.786 euro che si accumulerebbero senza interventi, il dg ha fatto notare non senza una venatura polemica, che la Regione Abruzzo, nel dividere le risorse del fondo sanitario nazionale tra le quattro Asl, continua a tenere in considerazione il numero di abitanti, e non l’estensione geografica, e dunque i 611.926.814 euro ottenuti per il 2024, sono per la Asl provinciale aquilana del tutto insufficienti, dovendo operare su un territorio ben più ampio ad esempio della Asl pescarese, che ottiene anche più soldi, 661.417.629 euro, ma ha un quarto dell’estensione territoriale.

“Io ritengo che l’Ordine dei medici debba farsi carico della comunità professionale che rappresenta, e qui nella fattispecie di una sanità quella aquilana collocata nelle aree interne, e dunque occorre fare da deciso pungolo ai decisori politici perché questa specificità venga presa in considerazione. Un diverso criterio di ripartizione è dunque una delle nostre future battaglie. Ed possibile farlo, derogando dal principio pro-capite, del resto, perché è consentito dal decreto Lorenzin per le aree disagiate, serve solo la volontà politica”,  ribadisce Grimaldi.

Grimaldi, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale “San Salvatore” e capo dipartimento medicina della Asl provinciale dell’Aquila, nonché segretario regionale del sindacato Anaao, è stato eletto alla nuova carica il 3 ottobre, con il voto del nuovo consiglio, uscito dalle urne il 29 settembre. Chiamati al voto 2.973 medici della provincia e i votanti sono stati 1.558, per un’affluenza pari al 52,74%, nettamente superiore rispetto alle precedenti elezioni, complice anche l’introduzione del voto telematico La lista di Grimaldi, “Integrazione Ospedale Territorio” alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine provinciale dei medici dell’Aquila, aveva ottenuto una schiacciante vittoria contro la lista “Ordine in libertà” e la candidatura singola del dottor Giacomo Pio.

Una elezione che ha determinato l’ingresso nel consiglio di tutti e 15 i candidati della lista, mentre non è stato eletto nessun candidato dell’altra lista, quella che fa riferimento, tra gli altri, al presidente uscente, il docente universitario Mario Giannoni, 437 voti, eletto in sostituzione del compianto Maurizio Ortu, già vicepresidente, e presidente della Commissione Nazionale dei Corsi di Studio in Igiene Dentale.

Grimaldi, con 666 voti, è risultato il secondo più votato dopo il dottor Giuseppe Calvisi: direttore della U.o.c. di Anatomia Patologica dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila e capo Dipartimento servizi della Asl provinciale dell’Aquila, ha riportato 707 preferenze.

E a proposito di aree interne Grimaldi tiene a sottolineare che “a differenza delle altre volte si è votato online e dunque hanno partecipato la maggioranza dei medici delle aree periferiche che in altre occasione avevano disertato le urne collocate a L’Aquila, e con il voto sostanzialmente concentrato tra i medici dell’aquilano. Come presidente mi sento ancor più legittimato a rappresentare gli interessi dell’intera provincia”.

Una delle soluzioni per garantire una buona sanità e sostenibile economicamente nelle aree interne come più volte ribadito da Grimaldi “è la realizzazione di una sanità territoriale, con la rete di ospedali case della comunità e servizi di prossimità, già finanziate e in corso d’opera grazie ai fondi del Pnrr, dotate però in prospettiva di personale adeguato”. E anche questa sarà una priorità del suo mandato.

“Oggi gli ospedali sono sovraccarichi – ribadisce Grimaldi -, e gli ospedali dovrebbero essere un luogo di ricovero per gli acuti. Occorre avere invece una vasta disponibilità di attività sul territorio che può essere garantita dai medici di base e dagli specialisti fuori dall’ospedale, e questo deve essere ben fatto altrimenti non funzioneranno nell’uno e nell’altro, dobbiamo spendere bene i fondi a disposizione per avere una sanità di qualità, in una situazione in cui, mediamente, la popolazione è più anziana e quindi necessita  di maggiore assistenza con ulteriori aggravi di costi”.

L’INTERVISTA