SULMONA – Ha ingerito un grande quantità di psicofarmaci per protestare contro le difficoltà che ha a comunicare con i famigliari, ma gli agenti di polizia penitenziaria hanno fatto in tempo a soccorrerlo e a trasportarlo in ospedale.

Protagonista dell’ennesimo episodio autolesionistico nel carcere di Sulmona è un detenuto siciliano di 40 anni, collaboratore di giustizia.

L’uomo è stato tenuto sotto osservazione per alcune ore nella cella dell’ospedale riservata ai detenuti, poi, quando gli esami clinici sono rientrati nella norma, è stato ricondotto in carcere. Da quanto si è appreso, l’uomo avrebbe agito così perché gli sarebbero stati negati alcuni permessi per tornare a casa e per incontrare i famigliari.