CHIETI – Traffico illecito di rifiutio e disastro ambientale.
Sono le ipotesi di reato del’inchiesta sugli impianti di depurazione gestiti dal Consorzio di bonifica centro e depuracque srl di Salvaiezzi (Chieti) che vede 9 indagati.
Gli avvisi di garanzia riguardano Nicola Levorato, Enzo Orsatti e Gianluca Vaccarella della Depuracque; Roberto Roberti, Tommaso Valerio e Andrea De Luca, del Consorzio di Bonifica Centro; Virginia e Angelo De Cesaris e Antonio D’Angelo, rispettivamente delle società Ecologica Anzuca e Angelo De Cesaris srl, di Francavilla al Mare, e D’Angelo Antonio srl di Castel Frentano.
In concorso tra di loro, sono indagati per traffico illegale di rifiuti. Roberti, Valerio e De Luca, anche per disastro ambientale.
L’indagine è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila e il blitz di 80 uomini del Corpo Forestale è scattato ieri pomeriggio con perquisizioni negli uffici, abitazioni e auto degli indagati.
Per la procura gli impianti sarebbero una bomba ecologica da disinnescare: una pattumiera di rifiuti chimici provenienti da ogni parte d’Italia radunati a Chieti.
Un attentato all’acqua del Pescara e ai terreni dello Scalo.
Consorzio e depuratore avrebbero accettato rifiuti senza le necessarie analisi.
Viene contestata inoltre anche la falsificazione e alterazione di documenti.
Reati questi che sarebbero stati commessi con alcune ditte esterne provenienti da altre regioni italiane che hanno conferito liquidi anche altamente inquinanti agli impianti di Cheti scalo.





