L’AQUILA – “Per le demolizioni che riguardano gli appalti pubblici esistono normative che mancano, invece, in quelli privati. È per questo motivo che il Comune dell’Aquila deve garantire un maggior controllo”.
A tornare sulla questione delle cosiddette “demolizioni selvagge” è il consigliere del gruppo misto Alessandro Piccinini, che nella sua veste di avvocato ha studiato la normativa di riferimento sull’abbattimento degli edifici.
Negli ultimi tempi, infatti, sono molti i cittadini che hanno sollevato il problema di demolizioni avvenute senza rispettare le regole, con la dispersione in aria di grosse nubi di polveri.
A nulla, finora, sembrano essere servite le richieste al vice sindaco con delega all’Ambiente, Roberto Riga, e all’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano da parte dei consiglieri Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) e Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) di convocare un tavolo tra il Comune, l’Azienda sanitaria locale e l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente.
Anche l’associazione dei costruttori edili (Ance), sollecitata più volte, non ha dato risposte.
“Un sistema di regole è necessario – insiste Piccinini – in particolare in vista delle numerose demolizioni che dovranno essere fatte in futuro”.
Come spiega il legale, “solitamente quando si demoliscono degli edifici nell’ambito di appalti pubblici, l’ente che commissiona i lavori e la ditta stilano un protocollo con le modalità di esecuzione. Nel privato, invece, non essendoci questo impegno non c’è un protocollo, quindi manca il controllo”.
Le leggi di riferimento esistenti sono comunque poco specifiche.
“C’è il decreto del presidente della Repubblica 303 del 56 – aggiunge il consigliere – ma si tratta di norme generali per l’igiene sul lavoro, oppure il decreto legge 271 del 91 sulla protezione dagli agenti chimici. Si tratta di norme, però, a esclusiva tutela dei lavoratori”.
A questo punto, anche per Piccinini, un tavolo tra Comune Asl e Arta è sempre più necessario.
“Bisogna stilare un protocollo – conclude – secondo il quale si dettino procedure e modalità per le demolizioni. Abbiamo preparato da tempo un’interrogazione da presentare in Consiglio, abbiamo atteso nella speranza che ci fosse un’iniziativa da parte della Giunta. Dato l’immobilismo, però, nei prossimi giorni la presenteremo”.






