CASTEL DI SANGRO – “Siamo in attesa dell’esame da parte del Ris di Roma delle macchie di sangue trovate sul cappello, sulla giacca e sulle scarpe del mio assistito. Alla luce di questo e in relazione all’esito negativo dato dal confronto dattiloscopico, chiederò che il mio cliente venga prosciolto da ogni accusa”.
Lo riferisce l’avvocato Alberto Paolini del foro di Sulmona, difensore di fiducia di Luciano Calvano, 52, originario di Castel di Sangro, l’uomo che è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Sulmona (L’Aquila) con l’accusa di omicidio aggravato a scopo di rapina di Neldes Marzano, 83 anni, trovata morta in casa da suo nipote domenica mattina, riversa in terra e, come accertato dall’autopsia, deceduta a causa di un importante trauma cranico.
IL SOSPETTATO
A mettere in collegamento l’indagato e la morte dell’anziana sarebbe stata la testimonianza di un abitante di Castel di Sangro, che lo avrebbe visto aggirarsi nel pomeriggio di venerdì nei pressi dell’abitazione della stessa.
L’uomo, giovedì scorso, si era allontanato da casa, dove vive con moglie e un figlio, trasferendosi in quella di sua madre sempre a Castel di Sangro, fino alle 11 circa di sabato, quando ha preso l’autobus per raggiungere un albergo a Isernia, dove poi è stato prelevato alle 15 di lunedì dai carabinieri di Castel di Sangro.
Giunto in caserma, è stato interrogato tra le 22 e le 3 e mezza del mattino di lunedì, in presenza del suo legale è stata effettuata la perquisizione corporale e posti sotto sequestro gli indumenti dove sono presenti macchie di sangue, poi è stato riaccompagnato a casa.
L’uomo, tuttavia, non è mai stato sottoposto a fermo, visto anche l’esito negativo del confronto dattiloscopico giunto poco prima del termine dell’interrogatorio ed effettuato dalla sezione Investigazione dei Carabinieri dell’Aquila.
Al momento non esiste nessun provvedimento restrittivo, “tranne il consiglio di non allontanarsi da casa”, come riferisce l’avvocato Paolini.
I funerali di Neldes Marzano si sono tenuti questa mattina nella chiesa madre di Castel di Sangro.
PERQUISITO UN CASOLARE DELL’INDAGATO
I carabinieri di Castel di Sangro, accompagnati dalla moglie di Calvano, hanno effettuato un sopralluogo presso un casolare di campagna di sua proprietà.
Sono state effettuate riprese video e un accurato rilievo fotografico, poi la donna è stata ricondotta a casa.
I FUNERALI E GLI INTERROGATORI
In chiesa, durante i funerali e nel pomeriggio, gli abitanti sangrini hanno commentato la decisione della procura della Repubblica di Sulmona (L’Aquila), spiegando che si tratta di una persona con difficoltà legate al consumo di alcol, ma che non è mai stato violento con nessuno.
Dello stesso avviso il legale, che ha sentito oggi l’indagato, riferendo che “è tranquillo e sorpreso al contempo per tutto quello che gli sta accadendo”.
Subito dopo le esequie, in cui il parroco, don Eustachio, dal pulpito ha invitato l’assassino a consegnarsi alla giustizia, i carabinieri hanno proseguito negli interrogatori ascoltando altre persone.
Tra loro anche i vicini di casa i quali avrebbero confermato di aver sentito strani rumori provenire dall’appartamento della vittima, nella tarda serata di venerdì.
Da quella sera fino a domenica mattina, silenzio assoluto.
IL RIS
Intanto sono attesi per domani i risultati delle analisi della sezione Ris dei carabinieri di Roma, sulle macchie di sangue che sono state trovate nell’appartamento di via Mancini e sui vestiti dell’unico indagato.
Risultati che dovrebbero arrivare insieme a quelli relativi ai piccoli frammenti di pelle ritrovati nelle unghie delle mani della vittima la quale si sarebbe difesa strenuamente prima di soccombere.
La donna, così come confermato dall’autopsia, è morta per sfondamento della parte posteriore del cranio: l’assassino l’avrebbe afferrata alla gola e poi le avrebbe fatto sbattere ripetutamente la testa sul pavimento.
ARTICOLI CORRELATI:





