PESCARA – “La Corte di Cassazione ha condannato definitivamente Angelini, l’accusatore di Del Turco per aver sistematicamente manomesso i dati riguardanti la sua casa di cura ed aver costretto i dipendenti a seguirlo su questa linea allo scopo di aumentare i rimborsi che doveva ottenere dalla Regione Abruzzo”.

A scriverlo, in una nota, è Riformismo e Libertà con il suo presidente Fabrizio Cicchitto.

La Corte di Cassazione, con la sentenza dello sorso 7 aprile, ha confermato la condanna a 7 anni di reclusione (oltre al risarcimento del danno nei confronti della Asl) – inflitta nel settembre 2018 dalla Corte di appello dell’Aquila – nei confronti di Vincenzo Maria Angelini, in qualità di amministratore unico della casa di cura Villa Pini, per la truffa alla Regione Abruzzo attraverso il rimborso delle prestazioni sanitarie. L’imprenditore della sanità abruzzese, nel 2008, con le proprie accuse fece saltare la Giunta regionale d’Abruzzo con a capo Ottaviano Del Turco, rivelando ai magistrati di aver pagato tangenti per 15 milioni di euro in cambio di favori.

“Il gravissimo ‘errore’ di Del Turco – sostiene Cicchitto – è stato quello di mettere in discussione questo sistema. A quel punto Angelini ha costruito l’accusa contro Del Turco inventandosi false tangenti per vendetta e per conservare il suo sistema di potere. Purtroppo qualche magistrato ha cavalcato l’onda ed ovviamente il Pd si è guardato bene dal difendere Del Turco”.