PESCARA  – “Per rendere finalmente operativo Dedalus mancava il proverbiale ultimo metro, ma ora dopo anni di attesa riusciremo a percorrerlo in pochi mesi, ed entro l’estate il fascicolo sanitario elettronico sarà una realtà”.

Parola di Angelo Muraglia, capo dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, che ha firmato venerdì una determina che stanzia 1 milione di euro a favore dell’Arit, l’Agenzia regionale per l’informatica e la telematica, che servirà ad effettuare gli ultimi passaggi tecnici per far entrare in funzione la Rete dei medici di Medicina generale della Regione Abruzzo, una grande piattaforma informatica sviluppata dalle società Dedalus e Telecom Italia, che deve consentire a ciascun cittadino utente della sanità abruzzese di avere online la sua personale cartella clinica, ovvero un “fascicolo sanitario elettronico individuale”, sempre aggiornata e accessibile da qualsiasi ospedale, unità di pronto soccorso, medico specialistico, collegati con la rete.

Finanziato dal Cipe nel lontano 2005, ai tempi di Ottaviano Del Turco, collaudato nel settembre 2011, costato circa 4,8 milioni di euro, non è entrato mai in funzione.

A riportare alla ribalta delle cronache Dedalus, lo stesso presidente della Regione Luciano D’Alfonso, appena insediato, che lo definì un “fantasma”, e le inviperite interrogazioni del consigliere del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, contro quello da lui definito “un vergognoso spreco di denaro pubblico”. Chiamato in causa l’amministratore delegato di Dedalus spa, Giorgio Moretti, ha però tenuto a precisare che “il prodotto installato è perfettamente funzionante e mantenuto aggiornato ed è pronto da essere operativo in qualsiasi momento”, ricordando che il problema era semmai della Regione Abruzzo, che dal 2011 non è stata in grado di implementare il sistema, ovvero caricare in esso i fascicoli medici, mettendo i medici e le Asl nelle condizioni di poterlo fare.

“Non basta progettare un sistema informatico – conferma oggi Muraglia – anche il migliore sulla piazza, la vera partita è renderlo fruibile all’utenza, è riempirlo di dati e informazioni condivise. contatto con gli utenti, medici in questo caso”.

Cosa più facile a dirsi che a farsi, in una Regione per di più con la sanità indebitata e commissariata. Uno dei problemi maggiori da risolvere, per rendere l’idea, è stato il fatto che i medici utilizzano per archiviare le cartelle cliniche sistemi operativi tra i più disparati, e non tutti sono predisposti per dialogare con Dedalus.

La svolta da questo punto di vista è arrivata seppure senza fretta, con l’approvazione il 29 dicembre 2015 della delibera di giunta 1124 , in cui finalmente si fissa un cronoprogramma molto stringente per arrivare alla definitiva attivazione di Dedalus, entro il 1 aprile. Forse troppo ottimisticamente.

Nella delibera si precisa che entro il 31 gennaio 2016 si sarebbero dovuti avviare i collegamenti telematici tra i sistemi informatici aziendali, effettuare eventuali implementazioni  della piattaforma, coinvolgere i medici convenzionati con le Asl, per l’aggiornamento professionale necessario a utilizzare la nuova cartella sanitaria elettronica, avviare della nuova anagrafe web, risolvere i problemi legati ad aspetti legali e alle modalità tecniche operative per il trattamento dei dati personali.

I collaudi sarebbero dovuti avvenire entro il 30 marzo 2016, l’attivazione come detto il primo 1 primo aprile. Tempistiche sforate, ma Muraglia non ne fa un dramma, tenuto conto che parliamo di una piattaforma pronta dal 2011.

“In questi mesi si è lavorato a buon ritmo, a frenarci sono stati impedimenti burocratici, ma ora finalmente la strada è in discesa”, assicura ad Abruzzoweb.

A fluidificare la pratica infine lo stanziamento di un milione di euro a favore del soggetto attuatore Arit, così ripartiti: 314 mila euro per i servizi di assistenza e manutenzione, 686 mila euro per ultimare tutte le azioni previste dalla delibera.

Sperando che sia l’ultima spesa per far sì che Dedalus non sia più un fantasma, e possa invece produrre importanti risparmi non solo di tempo, ma anche economici.

“Dedalus – spiega a tal proposito Muraglia – sarà la memoria clinica di ogni paziente, accessibile ovunque e in tempo reale dal medico che lo ha in cura. Oltre agli evidenti vantaggi consentirà anche di poter monitorare le prestazioni sanitarie, e rendere così più efficiente tutto il sistema sanitario. Inoltre Dedalus può essere uno strumento per abbattere il fenomeno dell’inappropriatezza. Faccio un esempio: se un medico prescrive 10 tac ad un paziente in un anno, c’è qualcosa che non va”.