CHIETI – Dopo oltre sei mesi senza più pagamento delle rate del mutuo, la Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper) riesce a ottenere dal tribunale di Lanciano (Chieti) un decreto ingiuntivo per riavere gli oltre 10 milioni 105 mila euro del mutuo acceso dal Cus Chieti con fideiussione a prima chiamata dell’università “D’Annunzio”.
Il giudice del tribunale frentano Maria Gilda Brindesi ha infatti appena notificato il decreto ingiuntivo al Centro universitario sportivo e all’ateneo teatino-pescarese, concedendo loro 40 giorni per pagare. 40 giorni è anche il tempo a disposizione per presentare opposizione, senza la quale il decreto diventerà esecutivo.
Il mutuo da 11 milioni di euro era stato acceso dal Cus con la ex Banca di Lanciano e Sulmona, poi confluita nel gruppo Bper, davanti al notaio Tragnone di Chieti nel 2011. I soldi dovevano essere restituiti con 240 rate mensili a partire da luglio 2011. A garanzia del pagamento c’era una fidejussione a prima chiamata dell’ateneo dannunziano.
A maggio del 2011 il Cus aveva siglato un contrato con l’università che gli assicurava il pagamento delle rate del mutuo. Il contratto, voluto dall’allora rettore Franco Cuccurullo, prevedeva un versamento al Centro sportivo di 1.300.000 euro all’anno, per 25 anni.
I soldi venivano spesi quasi tutti per il mutuo da ripagare. È filato tutto liscio finché il nuovo rettore Carmine Di Ilio e il nuovo direttore generale Filippo Del Vecchio non hanno messo in discussione sia il contratto con il Cus che l’operazione ad esso collegata, il pagamento del mutuo alla Bper.
Dopo mesi di contenziosi, infatti, a fine ottobre 2013 il contratto con il Cus è stato sospeso, per essere infine revocato a marzo scorso.
La “d’Annunzio” ha anche avviato provvedimenti giudiziari che mirano a dimostrare che in realtà non deve nulla alla banca.
A questo punto la Bper si è fatta sentire con il pesante decreto ingiuntivo.



