L’AQUILA – Diventa un caso, tra i vertici abruzzesi della Banca popolare dell’Emilia Romagna, la possibile incompatibilità che graverebbe su Marco Fanfani, presidente della Fondazione Carispaq, socio dell’istituto di credito, in considerazione della sua storica e lunga presidenza dell’Associazione teatrale abruzzese e molisana (Atam).
L’ente di distribuzione di spettacoli teatrali, oggi guidato dall’avvocato aquilano Giulio Primerano, è infatti gravato da un debito milionario e, dopo 39 anni di attività, è a serio rischio liquidazione per via della recente sconfitta davanti al giudice amministrativo per la mancata concessione di un contributo.
Pur non essendo Fanfani più formalmente presidente dell’Atam da un paio d’anni, in banca valutano la questione dell’incompatibilità perché le firme poste in passato a garanzia del debito siderale sono anche le sue e, comunque, il “buco” è stato gestito da lui negli anni scorsi.
Il nuovo management valuta il da farsi proprio in questi giorni, anche alla luce dell’attacco di Fanfani all’annuncio del trasferimento della direzione territoriale, la “testa” della banca, dall’Aquila a Lanciano (Chieti): “questa scelta può vanificare le ragioni alla base della nostra partecipazione in Bper” ha dichiarato, prima del successivo dietrofront avvenuto solo qualche settimana più tardi, “abbiamo un colloquio in essere, la Fondazione resta comunque azionista”.
Contattato da AbruzzoWeb, Fanfani ha spiegato di non voler replicare anche se ha parlato di “ipotesi esilarante, destituita di ogni fondamento. La Bper è una banca, la Fondazione è una fondazione, come potrebbero influire? Non lo possono fare. Non ci sono elementi di minima, saranno loro a smentire”.
Il caso è venuto a galla perché, secondo quanto si è appreso, l’associazione avrebbe ricevuto numerosi decreti ingiuntivi da parte dei dipendenti.
La Regione Abruzzo e il Comune dell’Aquila, che sono soci, al momento stanno zitti e non prendono posizione sulla vicenda, in attesa degli eventi. Fanfani, tra l’altro, è stato assessore comunale alla Cultura fino a quando non si è dovuto dimettere per incompatibilità dopo la sua elezione a presidente della Fondazione.
Sempre da quanto si apprende, il management della banca sarebbe andato allo scontro con Fanfani anche per via del forte ritardo accumulato nell’indicare i tre nomi in rappresentanza della Fondazione nel Comitato territoriale della direzione Adriatica, che risponderà a Lanciano ma avrà sede all’Aquila: una “melina” indice, forse, del tentativo di non entrare in quell’organo.
C’è inoltre il caso-Avezzano. Lo scorso fine settembre, il Comune marsicano ha eliminato l’associazione dal cartellone teatrale non potendo rinnovare la convenzione con l’Atam “a causa dell’irregolarità del Durc dell’ente”, come spiegato dal dirigente Claudio Paciotti.
L’amministrazione ha quantificato in 65 mila euro il debito dell’ente nei riguardi dell’Atam e in oltre 24 mila il corrispettivo che l’Atam deve al Comune per il noleggio del teatro dei Marsi delle ultime quattro stagioni. Alberto Orsini





