L’AQUILA – Dal negozio storico dell’Aquila, la Casa dell’Alpino, alle scuole come istruttore di educazione fisica, dall’Aquila Calcio alle piste di montagna. Un uomo nato con gli sci ai piedi, che non ha intenzione di toglierli. Dante Pignatelli.

I corsi di sci delle scuole, nel capoluogo abruzzese, si può dire siano nati grazie a lui e a due suoi fidi compagni di lavoro, suo fratello Dino e Carlo Tivoli, con il sogno comune di portare quanti più ragazzi possibile in montagna, sugli sci, per fargli vivere le bellezze della nostra regione, sempre ricca di risorse.

Ma per avere buoni risultati ci vuole una buona base di preparazione, e così Dante inizia proprio dai ragazzi, abbattendo i costi e portandoli, quasi di peso, sulle vette innevate di Campo Imperatore prima, e di Campo Felice poi.

“Ora sono referente di Campo Felice per lo sci delle scuole, mi occupo di promozione pubblicità protocolli con gli alberghi, vendita del prodotto e commercializzazione – racconta Pignatelli ad AbruzzoWeb – Mi occupo anche dei rapporti tra gli alberghi, impianti, noleggio e scuole sci”.

“Non mi interessa il guadagno monetario, quella è una logica conseguenza – spiega – l’importante è abbattere il costo per permettere a tutti di sciare”.

Il negozio storico dell’Aquila, la Casa dell’Alpino, ha permesso a tutta la città di avvicinarsi allo sport. Ci racconti un po’ di storia.

La Casa dell’Alpino ha rappresentato per L’Aquila una vera e propria istituzione. Era l’attività di famiglia, il negozio l’ha aperto mio padre circa 35 anni fa e inizialmente vendevamo articoli militari, poi abbiamo iniziato a trattare anche materiale sportivo. In quel periodo c’era una pacifica convivenza con Ruggeri Sport, Oscar Carli e Olivieri. Nel 1998 abbiamo chiuso.

Quindi lo sport è un “affare di famiglia”?

Siamo tutti sportivi in casa, mio padre è stato un azzurro militare di fondo, poi istruttore militare. Per un certo periodo ha fatto anche la Propaganda Valligiana, andando per i paesi come Rocca di Mezzo per sensibilizzare le persone allo sci.

È stato suo padre a instradarla verso lo sci?

È stato lui che mi ha influenzato, ho vissuto con lui tutte le esperienze più belle e più performanti. Molti sciatori ricorderanno le prime gare miste a Rocca di Cambio, su a monte Cagno. Facevamo prima lo slalom giganti e poi l’anello di fondo, con ai piedi gli sci da fondo. Poi ho iniziato i corsi di sci con la casa dell’alpino e poi con le scuole.

Quali sono stati gli sport della sua vita?

Lo sport è la vocazione della mia vita. Ho fatto pesca subacquea senza bombole e poi tante attività non solo di montagna. Amo la natura, mare e montagna, ma lo sci è stato in assoluto l’amore più grande. Ho riniziato a sciare dopo aver lasciato il calcio, in cui ho giocato con l’Oratoriana e L’Aquila Calcio. Ho fatto tanti anni di gare, dovendo studiare, lavorare e insegnando a scuola educazione fisica. Ho sempre lasciato uno spazio grande per questa attivita, facendo sci d’acqua, sci d’erba, sci sui cingoli. Sono presidente dello Sci Club la Casa dell’Alpino, nato nel 1982. Qui all’Aquila c’è anche il centro di sci d’erba dove si sono tenuti i campionati del Mondo e d’Europa. Per un certo periodo ho fatto anche freestyle di sci, a me insegnò a fare i salti mortali avanti e indietro Cesco Deflorian, ex azzurro dei tempi della vecchia, vecchia guardia, chiamato “la valanga azzurra”.

Quando ha iniziato a coinvolgere i ragazzi?

L’iniziativa con i ragazzi delle scuole è nata nel 1994 da un progetto mio, di Gianni Tivoli e Dino Pignatelli. Io avevo presentato il mio progetto al provveditorato e me lo accettarono. Andavamo alla Fontana Luminosa o al Torrione a prendere i bambini che uscivano da scuola. Nel ’98 l’assessore allo sport Carlo Vivio mise a disposizione gli autobus dell’Ama per abbattere notevolmente i costi di spostamento. Abbiamo portato a sciare più di 7000 ragazzi.

Perché ha iniziato questa “crociata” sullo sci?

Volevo dare allo sci ampio risalto. Penso che per avere grandi atleti si deve avere una grande base di persone sensibilizzate, soprattutto abbattendo i costi. Ho voluto portare i ragazzi dell’Aquila e della periferia a conoscere i primi rudimenti di questa attività sportiva anche per aprisi una strada per un domani. La mia vocazione era dare ai giovani la possibilità di crescere in questo sport.

Che risonanza ebbe questa iniziativa?

È stata un’iniziativa lodevole, tanto che una troupe del Tg3 venne a fare le riprese senza che nessuno li avesse chiamati. Dopo alcuni anni di grande affluenza, a causa del maltempo che c’era spesso a Campo Imperatore ci siamo spostati a Campo Felice.

E ora?

Adesso abbiamo una grossa attività di corsi di sci, sempre a Campo Felice, e coinvolgiamo anche la Puglia, il Lazio e le Marche. Vengono da noi persone di Latina, Teramo, Viterbo, Roma e facciamo  numerose gare. Grazie anche a Pasquale Piredda, abbiamo organizzato una gara interregionale per premiare le squadre che non vanno alle nazionali Centro Sud Italia. Abbiamo aperto una collaborazione con l’unione nazionale Veterani dello Sport, col patrocinio della direzione regionale pubblica istruzione abruzzese, nello specifico con Antonello Passacantando e del Panathlon Abruzzo Lazio e Molise. Sarà premiato lo studente atleta col miglior profitto scolastico. Inizieremo presto dei corsi di formazione per insegnanti di educazione fisica con la Fiefs (Federazione italiana educatori fisici e sportivi). Insomma, c’è tanta roba da fare!

Come stanno andando queste attività? Come se la cavano i ragazzi?

L’anno scorso hanno aderito circa 5 mila bambini, quest’anno poco meno.  In questi anni stanno uscendo ragazzi e ragazzini molto bravi a livello nazionale. Stiamo facendo un grande lavoro e grazie a questa promozione fatta negli anni sciano tantissimi bambini. Tra cui anche i miei due nipoti, Davide e Miriam Biondi, i bimbi di mia figlia Francesca. E anche l’altro mio figlio, Antonio, mi aiuta in questa impresa.

Progetti futuri?

Abbiamo la candidatura per i campionati italiani veterani dello sport nel 2014, che stiamo pensando di abbinare alla nostra manifestazione interregionale, mai stati fatti all’Aquila. In quell’occasione potremo anche organizzare un convegno sul tema montagna cultura e sport.

Un purista degli sci è sempre abbastanza scettico nei riguardi dello snowboard. Lei cosa ne pensa?

Premettendo che ho provato a sciare con la tavola, penso però che gli snowboardisti creano molte difficoltà agli sciatori. Lo snowboard ha una filosofia diversa, pur essendo molto bella. Quando chiedo ai ragazzi perché scelgono la tavola mi rispondo “mi sembra più da sballo”. E infatti arrivano sopra, si siedono a terra e ingombrano la pista. Sono oggettivamente un po’ più pericolosi. Nonostante io ritenga che un bravo snowboardista sia molto bello da vere.