L’AQUILA – Un aquilano vola verso il gotha dell’editoria italiana. E’ Alberto Leonardis, 54 anni, ex amministratore delegato e regista della cordata di imprese, di cui deteneva una piccola quota, che ha acquistato il quotidiano abruzzese Il Centro, e che con la sua Sae spa il 15 dicembre scorso ha acquistato in blocco quattro prestigiose testate: Il Tirreno, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. Cedute dal gruppo Gedi news network (ex gruppo L’Espresso) di John Elkann, che ha come testata ammiraglia il quotidiano La Repubblica.

Solo un primo passo per un progetto multimediale che Sae spa, con sede a Piombino, ben 165 dipendenti, e fondata a luglio del 2020, intende dispiegarsi nel campo della comunicazione sociale e che ha come obiettivo la creazione di un Centro di produzione di contenuti e sviluppo format tv, sul modello del colosso americano Netflix, facendo leva proprio sulle professionalità  e potenzialità delle quattro testate, che vendono tutte insieme 65 mila copie quotidiane e contano 148 dipendenti.

Un’ambiziosa strategia editoriale e industriale, è stata illustrata oggi in diretta da Bologna, nel corso dell’evento “Dall’Informazione locale al futuro: l’editoria italiana tra crisi e nuove sfide”, con la partecipazione della giornalista Lucia Annunziata, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’Editoria Andrea Martella, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini,  oltre ovviamente ad Alberto Leonardis affiancato da Stefano Tamburini, direttore editoriale del gruppo.

“Il nostro obiettivo è stato quella di sommare all’editoria tradizionale formule innovative, sul versante del digitale, per offrire ai nostri lettori un valore aggiunto”, ha detto in un passaggio Leonardis.

La Sae, acronimo di Sapere aude, motto latino che sta per “Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza”, frase manifesto dell’illuminismo del filosofo Immanuel Kant, è stato fondata a luglio scorso da Leonardis, con sede a Campiglia marittima, in provincia di Livorno.

Ed è solo l’ultima creazione del vulcanico manager aquilano, figlio di Giovanni Leonardis, stimato e indimenticato primario anestesista, titolare della società di consulenza Almi srl, e che ha esordito nel campo dell’editoria nel 2016, con l’acquisto, di cui Leonardis è stato il regista, proprio dal gruppo L’Espresso, del quotidiano abruzzese Il Centro, in società con Cristiano Artoni, distributore del giornale, il costruttore aquilano Luigi Palmerini, l’imprenditore re delle cliniche private Luigi Pierangeli, titolare della tv privata Rete 8. Due anni più tardi Leonardis, che aveva una piccola quota, ha però deciso di uscire dalla compagine. Ancor prima  è stato responsabile delle relazioni esterne alla scuola Telecom a L’Aquila,  ha creato il Consorzio italiano del Telelavoro, è stato editore del Corriere delle Comunicazioni e azionista dell’agenzia Dire. Ha realizzato le “Stanze contro il dolore”,  sviluppando sensori per ridurre o eliminare le sofferenze.

Ha avuto il merito nel 2018 di farsi promotore dell’arrivo nel Tecnopolo d’Abruzzo dell’Aquila, della multinazionale cinese Zte.

Nella nuova avventura editoriale di Sae, al fianco di Leonardis c’è un altro abruzzese acquisto, il direttore editoriale Tamburini, 59 anni toscano, a lungo capo della redazione del quotidiano Il Centro edizione dell’Aquila e poi nella redazione di Pescara . Grande esperto di sport,  una delle professionalità più apprezzati del gruppo Finegil l’Espresso.

Sarà proprio Tamburini il neo direttore responsabile del Tirreno, mentre al reggiano Giacomo Bedeschi, già direttore del Corriere di Romagna, è stato affidato La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara.

Altro protagonista aquilano dell’acquisizione delle quattro testate è l’avvocato Marco Racano, che ha assistito il gruppo Sae spa negli aspetti legali del passaggio di proprietà, per quelli fiscali Leonardis si è affidato invece allo studio Briolini di Pescara.

Nella compagine di Sae spa compare poi la società di telecomunicazioni e informatica Atlante srl, dell’abruzzese Davide Cilli, a cui è stata affidata la supervisione e l’organizzazione del gruppo e la gestione del personale.

Soci sono poi la società di costruzioni Toscana sviluppo 2.0, Portobello spa, che ha trasformato il mensile Rolling Stones in un magazine digitale e centro di produzione, la bolognese Atnext, società di comunicazione, la Brio Consulting, società di consulenza,  Zona franca edizioni,  che fa capo a Giulio Fascetti, aquilano anche lui, e che pubblica riviste di orologeria, fotografia e pesca, enigmi e misteri. E infine Masini & Santini distribuzione, società di distribuzione di giornali.

Vice presidente di Sae spa è Maurizio Berrighi, uno dei titolari di Toscana sviluppo 2.0.

L’acquisizione dei quattro giornali non è stata però una passeggiata. Diffusasi la notizia dell’arrivo di Sae spa, i giornalisti sono scesi in sciopero, preoccupati per le ripercussioni occupazionali e contrattuali e anche della futura linea editoriale  del passaggio di proprietà.

La schiarita è però arrivata a fine novembre, quando sindacati e il gruppo di Leonardis hanno raggiunto un accordo con precise garanzie su tutti i punti oggetto del contendere.

Già in quella sede erano stati individuata come strategia da perseguire quella di incrementare il digitale, pur conservando la centralità l’edizione cartacea, e il mantenimento a Livorno dell’intero comparto poligrafico del gruppo.