PESCARA – “È inaccettabile la dichiarazione del presidente D’Alfonso che classifica un atteggiamento di chi ‘non va avanti’ come quello di ‘Alfredino nel Pozzo’. Un paragone infelice proprio dal presidente delle lunghe orazioni in sede di Consiglio e che più volte si è permesso di bacchettare i consiglieri dell’opposizione per degli infelici, a suo dire, termini”, così il M5S abruzzese contesta l’uscita del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, a margine di un meeting con i funzionari regionali per spronarli ad una maggior impegno.
Ieri in una nota D’Alfonso aveva detto che “il presidente della Giunta ha chiaramente invitato capi Dipartimento e dirigenti ad evitare atteggiamenti da ‘Alfredino nel pozzo’ che si aiuta con i gomiti per uscire fuori ma non va avanti”, in riferimento al caso di cronaca degli anni’80 in cui perse la vita il piccolo Alfredo Rampi, caduto in un pozzo artesiano in una frazione di campagna vicino a Frascati,
“Se qualcuno pensava che definendo il consiglio ‘una cloaca’ il presidente avesse toccato il fondo si sbagliava, riesce a firmare una delle più grandi cadute di stile utilizzando una tragica pagina della nostra storia, una vicenda terribile per tutti coloro che la ricordano, per descrivere la Sua Regione e l’atteggiamento di immobilismo dei dirigenti. L’indignazione sul web è stata dimostrata da molti utenti e non sono mancate durissime critiche da parte di alcuni esponenti politici”, prosegue il M5S.
“Mai metafora fu più infelice e sintomatica di assai scarsa sensibilità verso il prossimo – commenta il consigliere regionale Sara Marcozzi (M5S) – l’indignazione sul web corre veloce. Non c’è che dire, stavolta il ‘Presidente delle parole’ ne ha usata davvero qualcuna di troppo”.




