L’AQUILA – Affollato aperitivo cenato ieri sera al ristorante “La posta” di Poggio Picenze per festeggiare il rientro all’Aquila dei fratelli Silvio e Tito Totani, gli unici italiani a tagliare il traguardo del prestigioso rally mondiale Dakar 2012, giunto alla 34ª edizione.

A fare gli onori di casa il fondatore della concessionaria Orazio Totani, entusiasta dei risultati ottenuti dai figli che, a bordo del Mitsubishi Pajero numero 412, non senza difficoltà sono riusciti a piazzarsi al termine delle 14 tappe nella 66ª posizione finale in classifica generale e al 6° posto nella classifica T2, riservata alle macchine di serie.

“Nel 1958, all’Aquila – ha spiegato Orazio sorridendo – sono stato il primo fuoristradista, aprendo la tradizione di famiglia. All’inizio ero peggio dei miei figli quando si trattava di gareggiare, poi mi sono dovuto calmare. Per portare a termine una competizione come la Dakar occorre forza di volontà, tenacia e bisogna saper ragionare. È importante avere una percentuale di sicurezza per gli inconvenienti possono presentarsi”.

Tantissimi gli amici, i parenti e i curiosi accorsi per ammirare sotto le stelle il Mitsubischi Pajero 412 e la macchina di assistenza numero 827 del Totani Team RalliArt Off Road Italy, quest’ultima impegnata in un percorso parallelo durante l’ostica competizione con a bordo Gianluca Ianni e Marcello Pagnini.

Gettonatissimi per complimenti, foto e informazioni, i fratelli Totani hanno raccontato ad AbruzzoWeb i momenti indimenticabili della Dakar.

Ad aprire “la pista” è il fratello maggiore Tito, classe ’63, che sottolinea quanto sia difficile prendere parte un rally mondiale. “È stata un’esperienza entusiasmante – ha commentato – indimenticabile e durissima. Uno dei momenti più duri è stato quando mio fratello si è rotto il naso; quella tappa è stata davvero lunga e complicata e molto selettiva per molti equipaggi. Partecipare a una competizione del genere è complicato sia a livello organizzativo che a livello economico”.

Convinto di tagliare il traguardo fin dalla griglia di partenza il fratello minore Silvio, classe ’68. “La mia – ha spiegato – era una convinzione sia di testa che fisica. Giorno per giorno abbiamo risolto tutte le difficoltà che si sono presentate e siamo andati avanti. Dietro una competizione così c’è un anno di preparazione fisica e i meticolosi preparativi del team dell’assistenza”.

“Abbiamo dormito due-tre ore a notte – ha concluso – e quando ci andava bene quattro, ma a volte non si dormiva mai. Ci siamo riposati soltanto una domenica, in Cile, a metà gara, subito dopo la rottura del mio naso”.

A spiegare la grandezza della Dakar 2012 Ianni, dell’assistenza del team dei Totani. “C’era un continuo smantellamento e montaggio – ha sottolineato – di un grande ‘paese’ fatto di 4 mila persone. L’aspetto logistico era grande, con la clinica mobile, gli aerei, i pullman. Ovviamente c’era differenza fra i competitori, chi gareggiava, e i partecipanti, impegnati nel percorso di assistenza che era quasi tutto asfaltato ed estremamente semplice”.

Presente alla festa il primo cittadino di Poggio Picenze, Nicola Menna; arrivato nel corso della serata il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, rivela di aver seguito giornalmente l’impresa dei due fratelli aquilani, raccontata da AbruzzoWeb.

“Siamo davvero contenti per i Totani – ha affermato Cialente – e come Comune dell’Aquila abbiamo inviato un messaggio ufficiale per esprimere la nostra soddisfazione. Hanno portato il nome dell’Aquila nel mondo”.