L’AQUILA – Un appello al ministero degli Affari Esteri e a quello per le Disabilità a valutare l’attivazione di un corridoio umanitario sanitario per Kenan, bambino autistico di 6 anni che vive nella Striscia di Gaza e necessita di “cure multidisciplinari continue: terapia comportamentale, logopedia e terapia occupazionale in ambiente strutturato”.
Lo lancia Autismo Abruzzo, ente iscritto al Runts, il registro unico nazionale del Terzo Settore, segnalando la disponibilità del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ad accogliere la famiglia di Kenan e a collaborare con le autorità competenti per rendere operativo l’eventuale trasferimento.
La famiglia di Kenan, scrive l’associazione ai ministeri, è registrata all’Unrwa, Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente.
Il padre Mohamed ha scoperto L’Aquila grazie al progetto ‘D.a.v.i.d.e.’ dell’associazione che ha accolto nel capoluogo abruzzese tante famiglie, l’ultima arrivata quindici giorni fa da Terni.
Il nucleo familiare di Kenan è composto da otto persone, tra cui altri cinque figli minori.
La documentazione clinica, redatta da operatori sanitari presenti a Gaza, attesta “grave carenza di servizi specialistici per l’autismo; sistema sanitario locale in condizioni di forte sovraccarico; elevato stress ambientale con rischio concreto di regressione dello sviluppo, perdita delle competenze comunicative e aggravarsi delle condizioni psicologiche del minore; raccomandazione di evacuazione medica umanitaria urgente verso un centro specializzato esterno”.
“L’Aquila è disponibile ad ospitare Kenan e la sua famiglia Autismo Abruzzo”, fa sapere il presidente Dario Verzulli, “e ringraziamo per questo l’amministrazione comunale”, un’accoglienza per la famiglia con: supporto alla presa in carico riabilitativa del bambino presso i servizi specialistici; orientamento ai servizi socio-sanitari e scolastici; accompagnamento e supporto alla famiglia nelle fasi di inserimento; raccordo con le istituzioni per esigenze abitative e amministrative.
“L’Aquila offre un contesto favorevole: la presenza di servizi riabilitativi per l’autismo di buon livello e una rete di solidarietà già attiva rendono questa città una sede idonea per l’accoglienza”, sostiene Verzulli.






