ORTONA – Una mamma, dirigente scolastico, costretta a viaggiare tutti i giorni dall’Abruzzo alle Marche per assistere la figlia gravemente ammalata.

A denunciare la situazione l’associazione professionale sindacale nazionale DirigentiScuola.

La donna, residente ad Ortona (Chieti) è costretta ogni giorno a percorrere 400 chilometri in auto per raggiungere la provincia di Fermo.

“Non può lasciare la figlia da sola e ogni sera deve per forza rientrare a casa. Ha la certificazione prevista dalla Legge 104 che assicura il diritto ad una sede vicino alla propria residenza. Ma la legge è stata ignorata”, spiega Attilio Fratta, presidente nazionale della DirigentiScuola.

Vedendosi negata la mobilità, la dirigente è stata costretta a ricorrere al giudice che, con provvedimento immediatamente esecutivo, del 22 dicembre 2021, ha ordinato alla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo l’assegnazione immediata di una sede idonea alla ricorrente.

“A distanza di circa due mesi – sottolinea Fratta -, nonostante solleciti, diffide dell’avvocato e della DirigentiScuola, la sentenza non è stata ancora applicata. È inaudito. Come è possibile che non venga eseguito un provvedimento del giudice neanche dopo il giudizio di merito? Perché il ministero, al quale è stato inviato dettagliato e documentato esposto, non interviene?  Perché non invia ispettori? Possibile che comportamenti così gravi, censurabili anche penalmente, vengano tollerati? Possibile che l’Ufficio per i provvedimenti disciplinari (Upd) preposto a sanzionare i comportamenti illegittimi dei dirigenti  degli Uffici scolastici regionali, non avvii alcun procedimento disciplinare, peraltro obbligatorio? Se necessario ricorreremo ai giudici penali”.