L’AQUILA – Le proteste della proprietaria della palazzina trecentesca crollata in piena “zona rossa” di Paganica a causa dei mancati puntellamenti riportano all’attenzione le problematiche legate alla messa in sicurezza degli edifici storici, soprattutto a quelli che si trovano nelle frazioni del comune dell’Aquila, talvolta messe in secondo piano dagli Enti locali.

“Sono due anni quasi che ‘strillo’ dicendo che gli edifici, di pregio o no, vanno puntellati – ha detto il vice commissario per la tutela del Patrimonio culturale, Luciano Marchetti – Per questo molto spesso sono stato accusato di voler puntellare troppo, di essere un ‘puntellatore folle’. Credo che si debba stabilire una norma in base alla quale gli edifici vanno messi in sicurezza il più possibile, perché rappresentano il tessuto storico del territorio”.

“Sono convito – ha aggiunto – che nella ricostruzione bisogna ripartire da ciò che già esiste”.

Sul crollo della “casa gotica” di Paganica, Marchetti ha affermato: “Da quello che ci risulta non abbiamo mai ricevuto una segnalazione da parte dei proprietari dell’edificio, che da quanto ho appreso dalla stampa si sono rivolti esclusivamente al Comune. Inoltre, noi abbiamo sempre sollecitato i Comuni a disporre i progetti, farceli esaminare e avviare così i puntellamenti”.

Su un’apparente mancanza di attenzione da parte dell’amministrazione riguardo i centri storici delle frazioni del Comune dell’Aquila, Marchetti non si sbilancia.

“Non credo che il Comune stia privilegiando il centro storico del capoluogo. Vorrei ricordare, inoltre, che le chiese e i principali edifici pubblici sono stati tutti puntellati, anche nelle frazioni. Noi del resto seguiamo un iter di priorità che ci viene dato dal Comune sul quale non voglio sindacare”.

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