L’AQUILA – “Leggere sul ruolino affisso davanti all’aula del Tribunale, che la Regione è contro i familiari delle vittime mi fa rabbrividire”.

E’ lo sfogo, riportato dal quotidiano Il Centro, da Antonietta Centofanti, portavoce dei familiari delle vittime del sisma del 6 aprile 2009. In riferimento al rinvio deciso ieri al Tribunale dell’Aquila al 13 gennaio 2021, della sentenza di appello che la Regione Abruzzo e Adsu,  hanno presetnato contro la condanna al risarcimento di 1 milione e 200 mila euro ai familiari di Hamade Hussein, conosciuto come Michelone, uno degli otto giovani che hanno perso la vita nel crollo della Casa dello studente. 

“La Regione ha i soldi per i risarcimenti, già messi a disposizione dall’assicurazione, ma non paga”. spiega Centofanti, anche se evidenzia, assieme agli avvocati di parte civile, Wania Della Vigna e Guido De Luca, che il risarcimento deve essere erogato per legge e tanto più a fronte di tre sentenze penali e una civile, tutte nella stessa direzione.

La Regione, con il suoi legali, resiste sostenendo che “il nesso di causalità tra la condotta che ha contribuito a provocare la tragedia e l’evento dannoso risulta interrotto dalla causa di forza maggiore che, innegabilmente, il terremoto rappresenta quale causa esterna di carattere eccezionale alla quale non è possibile fra fronte. Le caratteristiche che deve avere un evento per essere considerato forza maggiore sono la straordinarietà e imprevedibilità dello stesso”.