L’AQUILA – “Stiamo agli arresti domiciliari”.

Così con umorismo nero protestano gli aquilani inquilini degli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. che hanno visto i loro balconi, 800 in tutto, sottoposti a sequestro.

Il provvedimento è stato imposto dal tribunale dell’Aquila per evitare possibili disastri in quanto in numerose palazzine costruite sopra le piastre sono stati ravvisati difetti anche grossolani di realizzazione.

Il campanello d’allarme lo ha causato il noto crollo del balcone nel quartiere di Cese di Preturo che solo per caso di sorte non ha provocato feriti o peggio.

Intanto, oggi, secondo giorno dell’operazione, sono stati messi i sigilli a oltre 400 balconi, quindi è stato fatto la metà del lavoro.

Secondo fonti interne al corpo forestale dello stato, il lavoro terminerà con due giorni di anticipo. La speditezza delle operazioni, come sottolinea la forestale, è anche dovuta alla collaborazione delle persone.

Dopo Cese di Preturo e Arischia, domani verrà completato Collebrincioni e Coppito, e poi si passerà a Sassa.

Sul caso del crollo del balcone in legno è stata aperta una inchiesta, per ora contro ignoti, che ha portato il gip del tribunale dell’Aquila ad emettere il provvedimento dei sigilli per questioni di sicurezza e per conservare la prova. (alb.or.)

PELINI: “CONTROLLI PER STANARE I FURBETTI, SEGNALATECI”

“Ben vengano gli aiuti per stanare i furbetti, se ci segnalano con contezza i casi irregolari ringraziamo convintamente, aspettiamo che ci consegnino i nominativi e poi partiranno i controlli”.

Così l’assessore comunale all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini sui casi di affitti fittizi che sarebberi emersi nel corso della maxi operazione che sta portando al maxi sequestro dei balconi.

“Non siamo in grado di controllare 6 mila alloggi che abbiamo ereditato dopo il terremoto – ammette – quindi siamo ben lieti se ci sono segnalazioni finalizzate a garantire condizioni di legalità di un bene pubblico, che per noi è sacro”.