L’AQUILA – Nessuna responsabilità penale nel crollo del palazzo di via Campo di Fossa 6B.
È quanto emerge dall’attività investigativa della procura dell’Aquila nell’ambito del filone probabilmente più importante della maxi inchiesta crolli, visto che in quell’edificio il 6 aprile 2009 sono morte ben 27 persone.
Nessuna responsabilità penale, non perché si presume non ci siano state irregolarità, anzi. Il motivo è invece che i possibili indagati, otto, sono già tutti deceduti.
Nonostante quindi le indagini abbiano scoperto che ci sono stati errori in fase di costruzione e di concessione della conformità alla normativa antisismica da parte del Genio civile, non si può procedere penalmente e la richiesta d’archiviazione è destinata inevitabilmente a essere accolta dal giudice per le indagini preliminari.
Se non ci sarà processo penale, non mancherà tuttavia l’azione civile di risarcimento contro gli eredi dei potenziali indagati deceduti.
L’avvocato dei familiari di alcune vittime, Fabio Alessandroni, ha confermato al quotidiano Il Centro che si farà immediatamente l’azione civile e che gli esiti delle consulenze tecniche affidate al pubblico ministero Fabio Picuti evidenziano “responsabilità macroscopiche”.



