L’AQUILA  – Sono i primi morti della ricostruzione post terremoto dell’Aquila i due operai che hanno perso la vita per il crollo di un muro di un fabbricato nel centro storico di San Pio delle Camere (L’Aquila) dove era in atto la demolizione dello stabile danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009. Lo confermano fonti legate alle associazioni di categoria e alle istituzioni provinciali.

Secondo una prima ricostruzione dell’incidente i due operai sarebbero stati travolti da un muro venuto giù probabilmente per le vibrazioni provocate da un versante del fabbricato dove era in atto la demolizione. In un primo momento i soccorritori avevano sentito le voci dei due operai confidando di poterli salvare: successivamente però è stato accertato che i due erano deceduti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri, e il 118, oltre al magistrato di turno della Procura della Repubblica dell’Aquila.

A quasi 12 anni dal terremoto il cui anniversario cade nella notte tra il 5 e il 6 aprile prossimi, si registrano i primi due decessi nell’ambito degli imponenti lavori di ricostruzione in quello che viene considerato il cantiere più grande d’Europa. Le stesse fonti, nell’esprimere cordoglio per le due vittime, hanno tuttavia sottolineato che nel teatro della ricostruzione i cantieri hanno un alto grado di sicurezza. Nell’area del cratere si era registrato un altro morto sul lavoro – il romeno Vasile Copil di 51 anni – il primo maggio del 2012 a Rocca di Cambio: in quel caso però non si trattava della ricostruzione post sisma, come confermato dalla locale amministrazione comunale, ma di un cantiere per la costruzione di un residence.