L’AQUILA – La crisi nella maggioranza di centrodestra alla Regione ha allungato i tempi per chiudere la partita dei Capi Dipartimento, le cui nomine non sono state completate. 

La definizione era prevista per oggi nella giunta straordinaria che è saltata per lo strappo della Lega, azionista di maggioranza, che ieri ha aperto la crisi annunciando l’assenza dei quattro assessori salviniani dalla Giunta in assenza di una verifica tesa a far cambiare passo e metodo alla coalizione. 

Il centrodestra ci riproverà nella Giunta fissata per lunedì alle ore 16 all’Aquila che però si svolgerà se la verifica convocata, sempre lunedì’ ma alle 10,  avrà darò esiti positivi.

Insomma, sui Capi Dipartimento c’è l’effetto-Lega, ovvero il deflagrare della polemica tra il Carroccio e il governatore, Marco Marsilio, scoppiata in seguito alla scelta, secondo il deputato della Lega Giuseppe Bellachioma e soci non condivisa, dei due manager Asl, Roberto Testa all’Aquila e Francesco Nicola Zavattaro a Chieti. 

Decreti che hanno mandato su tutte le furie i salviniani, in particolare per ciò che è accaduto nel capoluogo di regione, dove la Lega avrebbe voluto la nomina di Ferdinando Romano. 

Comunque, se ne riparlerà lunedì. 

Il quadro della macchina regionale resta, al momento, immutato. Da verificare, invece, cosa accadrà per le oltre 100 poltrone che la maggioranza dovrà spartirsi tra enti strumentali, aziende partecipate e Cda vari. Non è escluso che la Lega possa alzare ulteriormente un prezzo già alto, vista la preponderanza dei numeri in Consiglio e in giunta.

Nell’ultima seduta del consiglio regionale il Cinque Stelle Domenico Pettinari ha rinnovato l’attacco sul tema: “Avete riconfermato i tre direttori strategici: risorse organizzazione e bilancio, trasporti, territorio e ambiente. Complimenti presidente Marco Marsilio. Le carte sono scoperte. Avete riconfermato i tre direttori della precedente giunta D’Alfonso”. 

In realtà per questi tre ambiti non c’è ancora ufficialità. 

Le tre figure citate da Pettinari sono Pierpaolo Pescara (Ambiente e Territorio), Emidio Primavera (Infrastrutture e Trasporti) ed Ebron D’Aristotile (Risorse Finanziarie e Umane), quest’ultimo al posto di Fabrizio Bernardini, tre alfieri dalfonsiani che sono in pole position ma che sono ancora da nominare. 

Bernardini potrebbe rientrare in gioco qualora D’Aristotile, dovesse andare alla Corte dei Conti.

A questi si aggiungono direttori già nominati ufficialmente: Elena Sico, da dirigente a Capo Dipartimento Agricoltura, su input del vice presidente leghista della Giunta, Emanuele Imprudente,  Emanuela Grimaldi, Capo Dipartimento della presidenza, prima ad essere incoronata, e di Claudio Di Giampietro, che guiderà il dipartimento Lavoro. 

Mancano la nomina, fondamentale, del settore Sanità per il quale si fa il nome di Roberto Fagnano, attuale direttore generale della Asl di Teramo, nominato e confermato dal centrosinistra, che potrebbe liberare il posto da manager al romano Antonio Paone, e nel settore Attività produttive nel quale il favorito assoluto è il dirigente del settore Sanità Germano De Santis.

Il dg dovrebbe essere Barbara Morgante, ex ad di Trenitalia, convinta ad accettare la carica di direttore generale, nonostante una netta riduzione degli emolumenti.