L’AQUILA – La crisi rende ladri.

È inutile dire quanto sia difficile il periodo che stiamo vivendo, con una economia internazionale e nazionale in forte difficoltà.

E non serve guardare gli indici dello spread per farsi un’idea chiara di quanto siano sempre più preoccupanti le conseguenze di questo stato di cose. 

Basta recarsi nei parcheggi dei supermercati, vicino ai cassonetti dell’immondizia, magari nel tardo pomeriggio, quando il buio può nascondere meglio, per guardare in faccia la povertà: anziani, per lo più, che rovistando nei cassonetti si riempiono le buste degli scarti del supermercato, dalla frutta rovinata alla merce appena scaduta.

Per avere un’idea di quanto sia grande questa crisi, senza però spostarsi da casa, basta aprire i giornali e leggere la cronaca.

Sempre più frequenti sono infatti gli episodi di furti di generi alimentari nei supermercati, che stanno crescendo in maniera esponenziale in tutto il paese e anche nella nostra regione.

Ultimo in ordine di tempo, un uomo di Colonnella (Teramo) sorpreso qualche giorno fa con in tasca tre grosse barrette di cioccolato. Qualche tempo fa sempre nel Teramano, a Nereto, una coppia di anziani disperata tentò di rubare in un supermercato, nascondendoli sotto i cappotti, generi alimentari per circa 100 euro.

A dare la misura di quanto sia grande la disperazione per chi non arriva a fine mese a causa di una pensione da fame o di un contratto precario è anche la tipologia di merce che viene prelevata di nascosto: beni di prima necessità, come pane, parmigiano, o una bottiglia di vino, magari da rivendere.

Fare una fotografia del fenomeno, però, non è facile. Titolari, gestori e direttori di supermercati e centri commerciali sono spesso reticenti nel dare informazioni in questo senso. Per molti ammettere che ci siano furti nel proprio locale è come farsi una cattiva pubblicità.

PESCARA

“Nessun furto legato alla necessità di mangiare si è verificato nel nostro supermercato”.

A parlare è il gestore del Conad pescarese di viale Bovio, zona piuttosto centrale della città adriatica, che spiega: “questa è una parte abbastanza ‘benestante’ della città. Gli unici furti che si sono verificati sono a opera di stranieri, per lo più, o di qualche tossicodipendente, che magari ruba una bottiglia di liquore per rivendersela e avere qualche soldo a disposizione”.

“A Natale, per esempio, abbiamo ‘beccato’ alcuni zingari che avevano rubato 5-6 torroni ognuno, insieme ad alcuni pezzi di parmigiano”.

In altre parti della città, invece, la situazione non è proprio così tranquilla. “Nei quartieri periferici – riferisce lo stesso titolare –  e soprattutto nei supermercati vicini ai complessi popolari la situazione è ben diversa. Lì i furti fatti per fame sono molto più frequenti”.

TERAMO

Sulla stessa linea è anche Enrico Di Gennaro, direttore del supermercato LeClerc che si trova all’interno del centro commerciale Gran Sasso, a Teramo.

“Si può parlare  di un incremento di furti davvero irrisorio all’interno del nostro market. Questo è anche dovuto al fatto che il nostro sistema di sorveglianza, sia video sia di personale addetto, è estremamente efficace”.

L’AQUILA

“Nessun aumento di furti rispetto al passato” anche per il direttore del supermercato LeClerc aquilano, Roberto Guida, che si trova all’interno del centro L’Aquilone, diventato nel post terremoto uno dei punti di riferimento del commercio cittadino.

“Qualche furto avviene. Bisogna anche pensare che battiamo 3 mila scontrini al giorno. Ma teniamo tutto sotto controllo grazie al nostro personale addetto alla sorveglianza, che gira anche in borghese, e al sistema di telecamere che funge da deterrente”.

CHIETI

Qualche segnale più concreto della crisi sempre più pressante è invece evidente a Chieti, nel Conad di Piero Ricci. Un “Conad city”, di modeste dimensioni con i suoi circa 350 metri quadrati.

Più che furti, nel suo market ci sono clienti che chiedono di poter pagare successivamente, e poi non si fanno più vedere.

“La gente è in grande difficoltà – spiega – C’è un signore che ogni tanto viene qui a comprare i biscotti e mi dice che passerà a pagarmi appena potrà. È anche successo che qualcuno ha fatto una spesa da 150 euro, mi ha chiesto di poter pagare più in là e poi è scomparso”.

“La gente viene a fare la spesa solo se ci sono prodotti in offerta. In generale, di carrelli pieni non se ne vedono più da parecchio tempo”, conclude amaramente.