L’AQUILA – La crisi di governo che si è aperta ufficialmente con la visita del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, dopo il voto sul rendiconto, passato alla Camera con soli 308 voti, meno della maggioranza dei deputati, ha aperto il campo a numerose ipotesi per il futuro, ma la notizia della nomina a Senatore a vita dell’ex commissario europeo al Mercato interno Mario Monti, potrebbe delineare uno scenario ben preciso.

Tra i rumors di palazzo il nome di Monti è uno di quelli più gettonati, è quindi probabile che possa essere proprio lui a ricevere il mandato esplorativo per la formazione di un nuovo esecutivo allargato alle componenti dell’opposizione.

“La nomina di Monti è un esempio della parzialità di Napolitano – sostiene il senatore e vice coordinatore abruzzese del Popolo della libertà, Fabrizio Di Stefano – e spiana la strada a una soluzione che, forse, è già scritta”.

“Cade l’opzione, che pure era stata proposta, di un governo a guida Pdl con un premier anche diverso da Berlusconi – aggiunge Di Stefano – e si delinea l’idea di affidare la guida del Paese a un tecnico come Monti”.

“Avrei preferito – sottolinea Di Stefano – un ritorno immediato alle urne, anche se ciò avrebbe significato andare al voto con il ‘Porcellum’ (la legge elettorale a liste bloccate senza possibilità di esprimere la preferenza, ndr), uno dei motivi causa dell’instabilità politica attuale”.

“Se non fosse stato per questo sistema elettorale – prosegue l’esponente Pdl – molti illustri sconosciuti, eletti per grazia ricevuta e riscopertisi celebri grazie al loro ruoli di transfughi, non sarebbero deputati o senatori, gente che sul territorio non conta neanche un consenso ma che a Roma ha fatto pesare il proprio singolo voto”.

“I fuoriusciti della maggioranza che hanno decretato la fine dell’attuale governo – conclude Di Stefano – non si rendono conto del danno fatto alla Nazione in questa fase così delicata, sono stati degli irresponsabili”.

Di diverso avviso il commissario regionale dell’Udc, il deputato Armando Dionisi: “come partito auspichiamo un governo di responsabilità nazionale, guidato da una grande personalità capace di tranquillizare i mercati”.

“La grave congiuntura economica – afferma ancora Dionisi – dimostra che il Paese non può reggere a lungo, una campagna elettorale, in questo momento, potrebbe avere esiti disastrosi”.