L’AQUILA – “Il nostro apporto nella maggioranza in Regione Abruzzo ci sarà solo a condizione di un programma di fine mandato di discontinuità, chiaro e soprattutto con collegialità nelle scelte”.
L’ultimatum arriva da Mario Mazzocca, il sottosegretario Giunta regionale e Marinella Sclocco, assessore regionale al sociale, in una nota sottoscritta anche dai cooridinatori regionali Tommaso Di Febo e Fabio Ranieri, tutti di Art. 1-Mdp, forza politica che ha partecipato alle elezioni confluendo in Liberi e Uguali di Pietro Grasso, che però ha racimolato un risultato anche in Abruzzo molto modesto. I due esponenti di maggioranza in Regione invocano ora decisa discontinuità in questo ultimo scampolo di legislatura al presidente della regione Luciano D’Alfonso, eletto senatore, e a cui le opposizioni chiedono a gran voce le dimissioni immediate, e contestuale ritorno alle urne entro pochi mesi.
La presa di posizione di Mazzocca e Sclocco, fa seguito allo strappo annunciato ieri dall’assessore ai Lavori pubblici Donato Di Matteo, ex Partito democratico ora in Regione Facile, e l’assessore al lavoro Andrea Gerosolimo, di Abruzzo civico, che hanno inviato una lettera in cui rimettono la loro carica al presidente, invitandolo contestualmente “ad azzerare l’intera giunta” e ad “avviare una fase che possa portarci a comprendere se ha ancora senso andare avanti, e in caso di risposta affermativa, con quali tempi e modalità”. Non si trattano insomma di dimissioni irrevocabili, visto che viene lasciato aperto uno spiraglio. I due hanno addebitato la catastrofe elettorale del centrosinistra in particolare al Pd e anche all’azione della Regione che “ha fallito sul fronte della sanità, sul riequilibrio dei territori, sull’utilizzo dei fondi strutturali, sulla riorganizzazione delle società partecipate e sulle tematiche ambientali”.
Partendo dall’amara constatazione che il centrosinistra ha perso, rispetto alle elezioni Regionali del 2014, “la fiducia di circa 18 mila abruzzesi”.
Toni più morbidi, e nessuna dimissione, da parte di Sclocco e Mazzocca, che però non lesinano critiche.
“La crisi politica in Regione è oramai sotto gli occhi di tutti – si legge infatti nella loro nota -. pessimo risultato elettorale di tutte le forze di centrosinistra e di sinistra alle elezioni politiche del 4 marzo ha avuto in Abruzzo un dato di particolare gravità anche dovuto, inutile negarlo, ad un giudizio negativo su buona parte delle attività della Regione”.
Per i due esponenti di maggioranza, “esistono da tempo e da tempo ci eravamo sforzati di segnalarli, chiedendo che si facessero riunioni di coalizione per aprire un nuovo percorso politico ancorato a punti chiari e urgenti per i cittadini abruzzesi a livello programmatico e ad un metodo di lavoro diverso nella gestione dell’ente fatto di collegialità nelle scelte che è totalmente mancata”.
E concludono: “Oggi occorre valutare se in questo scorcio finale di legislatura ci siano ancora margini per un’inversione di tendenza nelle priorità del governo regionale e nel suo modello di guida. Valuteremo le nostre azioni e le nostre proposte, insieme a tutto il gruppo dirigente territoriale, a seguito di questi non più rinviabili approfondimenti con le altre forze politiche di maggioranza”.





