PESCARA – In Abruzzo la crisi ha lasciato il segno sui conti delle società in maniera più marcata rispetto alla media italiana: il fatturato delle imprese tenute al deposito di bilancio presso le Camere di Commercio italiane è sceso del 12,9 per cento, contro il 10,2.
È quanto emerge da un’analisi condotta per la prima volta da InfoCamere (società di informatica delle Camere di Commercio) sui bilanci d’esercizio 2009 di oltre 450.000 imprese.
A registrare le perdite più pesanti, rispetto al 2008, sono state le aziende del Nord: -11,3 per cento per il Nord-Ovest e -11 per cento per il Nord-Est.
A seguire, le società del Centro (-10,5 per cento) e del Mezzogiorno (-3,6 per cento). La crisi, sempre secondo lo studio, si è sentita in maniera più marcata in Valle d’Aosta, con un calo del fatturato del 20,8 per cento, Friuli Venezia Giulia (-13,5 per cento) e, appunto, l’Abruzzo (-12,9 per cento).
Tuttavia, in un contesto difficile non mancano regioni che nel 2009 hanno visto aumentare il loro fatturato: Liguria e Sardegna hanno segnato ad esempio una crescita rispettivamente del 7,1 per cento e dell’8,7 per cento”. Industria (33,1 per cento), commercio (30,4 per cento) e costruzioni (8,2 per cento) sono i settori che hanno contribuito di più alla formazione del fatturato totale 2009, ma tutti e tre hanno fatto registrare, rispetto all’anno precedente, una riduzione del 17,8 per cento, del 6,3 per cento e del 7,5 per cento.
A tenere sono i servizi sanitari con una crescita del 6,4 per cento (ma hanno pesato per l’1 per cento nella composizione del fatturato complessivo) e le imprese legate ad attività artistiche e culturali (+6,6 per cento, ma hanno contribuito solo per lo 0,5 per cento).
Segno positivo anche per le aziende legate alla produzione e gestione di energia elettrica o gas che sono riuscite ad aumentare il fatturato del 4,9 per cento ed hanno contribuito alla sua composizione per il 3,4 per cento.





