L’AQUILA – “la più grande manovra economica che la Regione ha messo in campo dal 1970”, “Un flop clamoroso, i soldi sono in buona parte sulla carta”.
In uno dei momenti più drammatici per l’Abruzzo, investito dalla seconda ondata di epidemia da coronavirus, due conferenze stampa, uno di parte della maggioranza di centrodestra, l’altra dell’opposizione di centrosinistra hanno fornito una lettura diametralmente opposta in merito alla consistenza e all’efficacia delle misure messe in campo dalla Regione Abruzzo per contrastare i devastanti effetti economici e sociali dell’avvento del covid-19
Da una parte , nella conferenza stampa di questa mattina a Pescara, il capogruppo di Forza Italia, ed ex assessore a Turismo, Cultura e Attività produttive Mauro Febbo il capogruppo di Fratelli d’Italia, Guerino Testa e il vice presidente del Consiglio regionale, Roberto Santangelo, hanno illustrato i provvedimenti approvati ieri dal Consiglio tra cui 800 mila euro per l’aeroporto d’Abruzzo, ricordando che con il Cura Abruzzo Uno e Cura Abruzzo due, approvati in primavera ed estate sono stati stanziati circa 100 milioni, di cui ben 50 milioni di euro, e per la misura “fondo perduto” a sostegno delle imprese, “la più grande manovra finanziaria fatta dalla Regione Abruzzo dal 1970 ad oggi”.
A stretto giro i consiglieri del Partito democratico, Silvio Paolucci, capogruppo, Dino Pepe, Antonio Blasioli e Pierpaolo Pietrucci, di Legnini Presidente, Americo Di Benedetto, di Abruzzo in Comune, Sandro Mariani, e del gruppo misto, Marianna Scoccia, hanno sostenuto che in otto mesi dalla prima emergenza della pioggia di milioni, da loro quantificati in 147, annunciati dal Cura Abruzzo 1 e 2, solo un’esigua parte è arrivata a famiglie e imprese piegate dall’emergenza Covid. In particolare ammonterebbero a 65.092.741 milioni di euro i provvedimenti che non risultano né impegnati, né erogati, fra questi c’è il milione e mezzo atteso dalle ormai vecchie zone rosse abruzzesi, i 20 da dare ai fornitori, i 15 di anticipazioni di fondi statali, oltre a vari altri sostegni a comparti turistici ed economici in sofferenza, anche nelle zone interne.
Febbo, dopo aver difeso a spada tratta la copertura per 14 milioni di euro per il ritiro pre-campionato del Napoli a Castel di Sangro, oggetto del duro scontro di ieri in consiglio, ha poi ricordato un’altra importante operazione appena portata a termine “attraverso un emendamento che stanzia 800 mila euro per il nostro aeroporto, forse l’infrastruttura più importante che abbiamo che, se sarà necessario, rifinanzieremo ancora”.
E ancora, “a difesa dell’economia per le esigenze immediate una misura riguarda la categoria dei fotografi che, a causa dell’emergenza sanitaria, ha subito un consistente tracollo con una moria di professionisti del settore delle cerimonie, orfani di sostegni sia nazionali sia regionali. Li abbiamo incontrati e garantito ai circa 350 presenti in Abruzzo, un contributo di 2 mila euro ciascuno, sicuramente una boccata d’ossigeno”.
“Questa amministrazione di centrodestra – ha dichiarato Guerino Testa – ha stanziato ben 50 milioni di euro per la misura fondo perduto a sostegno delle imprese. Si tratta della più grande manovra finanziaria fatta dalla Regione Abruzzo dal 1970 ad oggi. Operazione, supportata da una convenzione fresca di sigla, con la Fira, per velocizzare lo scorrimento delle numerosissime richieste giunte”.
Ha aggiunto che “un’altra manovra chiave posta in essere ieri è quella che ha visto stanziare 190 mila euro per i centri diurni – per le province di L’Aquila e Teramo che ne hanno fatto richiesta – confermando la volontà di questo governo regionale di alzare sempre più l’attenzione verso le tematiche sociali”.
Infine Santangelo: “Quando ci si accusa dei ritardi, mi riferisco alle opposizioni, si fa finta di non sapere che la Regione non ha il potere di andare in deroga alle normali nome burocratiche prevista per le istruttorie delle pratiche. Solo per il fondo perduto, abbiamo ricevuto 34 mila istanze ed ognuna di queste ha un tempo di istruttoria, di controllo e verifica delle congruità dei dati che non può essere modificato. Ed il fondo perduto lo si è portato a 50 milioni per erogarlo a tutti i richiedenti. Nel complesso, grazie al Cura Abruzzo 1 e 2 abbiamo messo a disposizione della nostra economia circa 100 milioni. Ieri abbiamo rifinanziato tutte le misure per l’accesso al credito delle imprese con ulteriori 6 milioni di euro. Non abbiamo dimenticato le fasce più deboli: 190 mila euro per i centri diurni e consentirgli di rimanere aperti in questo periodo di emergenza. Con un emendamento da me proposto abbiamo finanziato, con 200 mila euro, l’equo canone per gli inquilini delle case Ater dell’Aquila”.
Opposta la lettura degli eventi per il centrosinistra.
“Era luglio quando con una conferenza il centrosinistra lamentava che dei 147 milioni annunciati dal Cura Abruzzo 1 e 2, solo un’esigua parte è arrivata a famiglie e imprese piegate dall’emergenza Covid e alle prese con una ripresa dura e difficile. A tre mesi da quella data la situazione è ancora ferma a causa di ritardi, mancate coperture e mancati pagamenti: per questo il centrosinistra torna a denunciare la situazione in cui si trovano famiglie e imprese a cui erano dirette le misure, peggiorata dai numeri della nuova pandemia”, hanno incalzato.
E dunque “ atti alla mano” hanno snocciolato una gran mole di numeri.
“Restano ancora a 22 i milioni realmente trasferiti ai beneficiari, di questi solo 12 i milioni erogati a sostegno delle famiglie e imprese. Per le altre misure risultano impegni recenti, o una corsa alle coperture, o, peggio, alcuna notizia, ad esempio per gli oltre 4 milioni donati dai privati alla protezione civile nella campagna nazionale Aiutate il sistema sanitario nazionale, che ha visto l’Abruzzo fra le ultime regioni d’Italia perché è rimasta inerte. Una classe dirigente inerte e pasticciona, come conferma la cancellazione di 13 milioni di euro che non saranno recuperati, a causa dei rilievi fatti dal governo ai provvedimenti adottati, perché senza copertura o con vizi letali di legittimità: così svaniscono le risorse per i piccoli prestiti e le controgaranzie e per la polizia locale”.
“Da aprile il centrodestra annuncia l’arrivo delle risorse del Cura Abruzzo, ma siamo ormai a novembre e dei milioni annunciati sono stati impegnati solo 42.912.371 euro – hanno proseguito i consiglieri di opposizione -, si tratta di fondi attesi da enti, consorzi, imprese, editoria, che porterebbero respiro, ma che costringe i beneficiari a un’apnea resa ancora più difficile dalla nuova impennata dei contagi e dalle prossime misure per contenerli. Non basta, a fronte di un quadro che sarebbe già grave fin qui: ammontano a 65.092.741 milioni di euro i provvedimenti che non risultano né impegnati, né erogati, fra questi c’è il milione e mezzo atteso dalle ormai vecchie zone rosse abruzzesi, i 20 da dare ai fornitori, i 15 di anticipazioni di fondi statali, oltre a vari altri sostegni a comparti turistici ed economici in sofferenza, anche nelle zone interne”.
“Questa è la fotografia di oggi – a parlare sempre l’opposizione – , a cui mancano le risorse aggiuntive ricevute dal Governo sul fronte sanitario per la rete covid, quelle sottratte al Masterplan, impegnate quasi in toto, con la conseguenza di fermare anche opere e cantieri che potevano andare avanti creando indotto; quelle arrivate dall’Europa e non ancora spese, per cui a causa della gestione Marsilio & Co abbiamo indossato un’altra maglia nera, in quanto non sono stati in grado di spenderle, nonostante i fondi Fesr e Fse fossero già pronti e disponibili. Dopo le nostre rimostranze di luglio, l’Agenzia per la Coesione territoriale sui programmi operativi regionali 2014-2020 vede l’Abruzzo fermo ancora all’aggiornamento di giugno, con il 22,79 di percentuale di spesa del Fesr, avendo certificato appena 61,9 milioni dei 271,5 a disposizione e il 47 per cento per i fondi Fse, 30,6 milioni di euro. È notizia di questi giorni che mancherebbero all’appello 9 milioni sul Fesr e 9,4 sul Fse per evitare il disimpegno e che dunque l’Europa si riprenda le risorse non spese”.
Cattive notizie, a detta dell’opposizione, anche in merito al fondo relativo al Piano di sviluppo rurale, che “vede l’Abruzzo terzultima regione d’Italia per avanzamento della spesa con una percentuale del 37% al 30/9/20 e nessuna politica incisiva per dare sostegno e sollievo alla filiera”.





