L’AQUILA – “Ogni giorno in Italia chiude un’azienda al minuto, come provato dal centro studi di Confartigianato, schiacciata dal peso della crisi economica e chi riesce a non chiudere i battenti e resta con la saracinesca alzata sta facendo dei sacrifici disumani. Le cronache ci consegnano quasi quotidianamente il dramma italiano degli imprenditori suicidi a causa dei problemi economici e tutti coloro che hanno un contatto diretto con la realtà e sono abituati ad analizzare i dati dei vari istituti e centri di ricerca sanno che la situazione è davvero più che allarmante: non sono esenti dalla crisi baristi, centri estetici, tassisti, gioiellieri”.
Lo scrive in una nota Angelo Taffo Confartigianato Abruzzo.
“Non è così per Codacons – la polemica – che legge un quadro totalmente distorto, totalmente avulso dalla realtà, ed invoca i controlli della guardia di finanza su artigiani e commercianti abruzzesi”.
A Taffo al quale fanno eco tutti i direttivi provinciali dell’associazione, “sconcertati dall’iniziativa di Codacons che ha chiesto ‘controlli a tappeto in tutta la regione relativamente ad alcune categorie di commercianti che risulterebbero incredibilmente povere’.
“La crisi economica – afferma Taffo – la cassa integrazione di molti cittadini abruzzesi, l’altissimo livello di disoccupazione, la contrazione dei consumi e, dunque, l’impossibilità da parte della gente di spendere, ha colpito anche quei settori che in precedenza avevano margini di guadagno molto alti. L’azione del Codacons è un vero e proprio insulto non solo ai commercianti abruzzesi ma, a mio avviso, anche al corpo di polizia della Guardia di Finanza, che svolge con estrema meticolosità e professionalità la propria missione istituzionale di polizia economico-finanziaria, senza bisogno di ridicoli esposti”.



