L’AQUILA – “La Lega interpreta le dimissioni del sindaco dell’Aquila come una provocazione nei confronti di alcune forze della maggioranza che scalpitano e si sentono più calde”.
Il Carroccio si presenta al gran completo, in una conferenza stampa convocata in fretta e furia di sabato pomeriggio, e offre un’apertura a Pierluigi Biondi, che giovedì pomeriggio ha dismesso la fascia tricolore dopo quarantott’ore di tensioni interne alla maggioranza che lo ha accerchiato chiedendogli subito la ricomposizione dell’esecutivo, che da dicembre ad oggi ha perso cinque dei nove assessori.
È il deputato Luigi D’Eramo, vice coordinatore regionale della Lega, a indicare la via d’uscita assieme al vice presidente della Regione Emanuele Imprudente e ai consiglieri comunali Fabrizio Taranta, Daniele Ferella, Luigi Di Luzio ed Elisabetta De Blasis: “Per quanto meritevole, l’iniziativa del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Etelwardo Sigismondi di avviare consultazioni a partire da lunedì, la annovero a una metodologia abbastanza superata dalla storia, non si può rimanere appesi con delle dimissioni mentre ci sono tante cose da fare”.
“Non abbiamo mai posto un problema di assessori e non lo poniamo ora – hanno chiarito i salviniani – anche se non è la prima volta che qualcuno ce lo attribuisce. Quest’amministrazione ha lavorato, non lo si può negare, ma si può fare di più e noi vogliamo fare di più”.
La richiesta formalizzata dalla Lega, infatti, è di due assessori, indicati nelle persone di Taranta e Ferella, con le stesse deleghe detenute fino a qualche giorno fa da D’Eramo e Imprudente cioè Urbanistica e Ambiente, e non c’è la richiesta del vice sindaco, come pure paventato da alcuni rumors nelle scorse settimane.
“Azzeramento o rimpasto? Siamo per una ricomposizione – ha spiegato D’Eramo – abbiamo sempre chiesto una chiarezza di natura politica all’interno della maggioranza in Consiglio comunale perché è un dato di rispetto nei confronti della cittò, ogni gruppo deve autodichiararsi, ci sono alcune promiscuità che rendono complicato il rapporto all’interno della maggioranza che riteniamo debbano essere superate”.
Il riferimento è apparso essere ai consiglieri di Insieme per L’Aquila, il gruppo nato a dicembre dall’emorragia di Forza Italia che alle regionali ha sostenuto Guido Liris, e allo stesso Fratelli d’Italia, partito del sindaco diviso al suo interno, con Giorgio De Matteis “picconatore” dell’amministrazione che dall’estate scorsa chiede un cambio di passo e che dopo aver impallinato per mesi l’assessore Carla Mannetti, nelle ultime settimane ha preso di mira anche l’altro assessore meloniano, Alessandro Piccinini.
“Ci sono alcuni gruppi consiliari che sono denominati con le liste che li hanno eletti nel 2017 o con denominazioni diverse assunte successivamente con modalità contemplate dal regolamento, ma poi in occasione delle regionali si sono espresse all’interno di un partito, quindi c’è un dato di confusione che va chiarito”, ha spiegato D’Eramo.
“Il mandato finisce nel 2022 perché per quello che ci riguarda e per come siamo abituati a interpetare la politica, in politica si vince e si perde alle elezioni, quindi si svolge opposizione quando l’elettorato non ti ha dato la fiducia per governare, e si governa quando te l’ha data”, ha aggiunto il deputato.
“Abbiamo assunto un patto con gli aquilani che due anni fa ci hanno detto che avremmo dovuto governare questa città per cinque anni. La Lega è culturalmente un partito di governo e in questo momento in cui siamo il primo partito abbiamo la responsabilità di ricomporre un quadro politico, su di noi c’è la responsabilità di governare questa città e garantire un futuro degno di un capoluogo di regione”.
“Chiediamo a tutte le forze di responsabilità che compongono questa maggioranza di concentrarsi sull’unico obiettivo che gli elettori ci hanno consegnato cioè quello di governare bene il Comune – ha continuato D’Eramo – chiediamo che la giunta sia composta da uomini e donne di spessore perché le sfide amministrative a cui siamo chiamati a dare risposte immediate sono talmente importanti che al di là delle appartenenze politiche debbano corrispondere alle capacità dei singoli soggetti nell’affrontare le tante problematiche che quotidianamente il capoluogo vive. La Lega i problemi li risolve e non li crea”.
L’Aquila, gli ha fatto eco Imprudente, “ha bisogno di un’amministrazione forte, autorevole, che possa interloquire con Regione e governo nazionale in una posizione di chiarezza e responsabilità, con obiettivi chiari e condivisi”.
“Per ricomporre il quadro serve una collegialità di azione della giunta – ha continuato – cosa che non c’è stata”.
Accolta infine con ironia la proposta del Passo Possibile, il gruppo di Americo Di Benedetto che si è detto disponibile ad un sostegno esterno a patto che il sindaco nomini una giunta composta da tutte persone non riconducibili alle forze politiche.
“A Di Benedetto ha già risposto il Partito democratico”, hanno detto i leghisti, “sottoscriviamo quello che ha detto il segretario regionale, cioè che non è pensabile, oggi, mescolare le carte invocando una fantomatica giunta di salute pubblica, che risulterebbe incomprensibile agli occhi dei cittadini”.
Presenti alla conferenza stampa anche Tiziana Del Beato, prima dei non eletti in Consiglio regionale e in Consiglio comunale, e Pierluigi Cosenza. Assente giustificato il consigliere Francesco De Santis, impegnato con il coordinatore nazionale dei giovani della Lega presente in Abruzzo.





