ROMA – Con il crollo delle borse le quotazioni del mais sono raddoppiate in un anno raggiungendo valori da record al pari di quanto è avvenuto per l’oro e per gli altri beni rifugio.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia con la chiusura settimanale delle quotazioni al Chicago Board of Trade il mais per consegna a dicembre ha superato il valore di 7,25 dollari per bushel (19 centesimi di euro al chilo).

“Si tratta – spiega la Coldiretti – della borsa merci più importante del mondo dove vengono trattate le materie prime agricole, dal mais al grano fino alla soia e all’orzo, al pari di quanto avviene per i titoli di borsa o le monete sui mercati finanziari e valutari”.

“Il costo dei mangimi – precisa la stessa fonte – è aumentato a giugno del 18 per cento rispetto allo scorso anno. Per effetto delle manovre finanziarie sul cibo si è verificata una grande volatilità impedendo la programmazione e mettendo a rischio le coltivazioni e l’allevamento in molti Paesi”.

“Al momento – continua la Coldiretti – le prime stime del ministero delle Politiche agricole si limitano alla previsione di un calo di superfici e raccolto per il grano e l’avanzata dell’orzo mentre per il grano duro la produzione 2011 dovrebbe attestarsi sui 3,6 milioni di tonnellate, il sei per cento in meno rispetto allo scorso anno, per via dei 128mila ettari persi a inizio campagna e alle ondate di maltempo che hanno condizionato a più riprese le semine annuali”.

“Identico discorso per il grano tenero – continua la Coldiretti – atteso a quota 2,8 milioni di tonnellate dove gli ettari seminati in meno sono stati 27mila, anche se il calo produttivo dovrebbe essere più contenuto (-1 per cento)”.

“Ad avvantaggiarsi del calo – conclude la confederazione – è stato sicuramente l’orzo, che supera il ‘muro’ del milione di tonnellate (+9 per cento sul 2010), visto anche l’aumento delle superfici coltivate da 272mila a 288mila ettari; nel settore delle oleaginose si prevede un incremento consistente nel comparto della soia, sia in termini di superficie, in aumento di circa 70mila ettari, sia di produzione, con 850mila tonnellate attese, quasi il doppio rispetto allo scorso anno e dovrebbe, invece, diminuire il raccolto di girasole per cui si prevedono circa 250mila tonnellate, contro le 280mila del 2010”.