L’AQUILA – Il biologico italiano, arrivato a quota 19% delle superfici coltivate, si avvicina al target comunitario del 25% ma i consumi non tengono il passo: in questo senso, segnali più incoraggianti arrivano dalla prima indagine campionaria condotta presso i pubblici esercizi, con oltre il 50% dei bar italiani e quasi il 70% dei ristoranti che hanno dichiarato di aver proposto o impiegato nelle loro preparazioni culinarie cibi, bevande e materie prime biologiche nel corso del 2022.

E’ quanto emerso dai lavori del convegno nazionale “appuntamento con il bio” che promosso da Ismea, si è svolto oggi all’Aquila.

Nel corso dell’evento, è stato presentato in anteprima il Rapporto “Bio in cifre” alla presenza delle autorità del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila e delle Associazioni e Organizzazioni professionali di settore.

Sono stati molti gli interventi ed i contributi tecnici che si sono susseguiti durante l’intensa mattinata di lavori, che ha visto i saluti introduttivi di Emanuele Imprudente, vice presidente con delega all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Fabrizio Taranta, assessore all’ambiente agricoltura e territorio del comune dell’Aquila e le conclusioni affidate a Livio Proietti, neo commissario straordinario di ISMEA, al Sottosegretario di Stato al Masaf Luigi D’Eramo. 

Il ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida è intervenuto da remoto.

L’illustrazione dei dati principali del Rapporto Bio in cifre è stata curata da Fabio Del Bravo, responsabile della Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale di ISMEA, mentre Antonio Zinni, del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo ha presentato le opportunità del “Complemento di Sviluppo rurale Abruzzo” per lo sviluppo del settore biologico e Pietro Gasparri – Dirigente Ufficio PQAI1 del Masaf, ha esposto gli interventi del Piano d’Azione Nazionale per il biologico.

“Il biologico è un elemento portante della strategia che vede la sostenibilità ambientale viaggiare in parallelo con una strategia di sostenibilità produttiva e che tenga conto della necessità di mantenere l’ equilibrio sociale – ha dichiarato il Ministro dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobirigida. Nel tempo abbiamo verificato in Italia un’attenzione crescente per il comparto del biologico. Dobbiamo continuare a sostenerlo sia in termini economici sia in termini culturali, valorizzando il legame tra il territorio, cibo e salute, attraverso un modello che dia attenzione al lavoro e che persegua sempre l’elemento della qualità. Quella stessa qualità che è messa in discussione da sistemi di etichettatura ideologici e non informativi. Si pensi  – ha chiosato il Ministro – che per il Nutriscore un prodotto biologico viene valutato allo stesso modo di un altro iper processato. Il nostro compito quindi è quello di incentivare da una parte questo comparto e dall’altra proteggerci da meccanismi fuorvianti”.

“L’Italia crede nel bio e consolida la propria leadership in Europa – ha affermato il sottosegretario  D’Eramo -. Lo confermano le cifre del rapporto presentato oggi. Grazie alla significativa crescita registrata nel 2022, le superfici coltivate a biologico rappresentano quasi il 19% del totale della superficie agricola utilizzabile. Un risultato che proietta il nostro paese a raggiungere il target del 25% fissato dalla Strategia Farm to Fork in anticipo rispetto al 2030. Aumenta anche il numero degli operatori, che avranno nel Piano nazionale per la produzione biologica uno strumento importante per supportare lo sviluppo del settore. Positivo l’interesse dimostrato nel canale Ho.re.ca., in particolare le prospettive nel mondo della ristorazione, l’obiettivo nei prossimi mesi sarà un rilancio dei consumi domestici. Aver presentato il rapporto a L’Aquila – ha concluso il sottosegretario Masaf – ha offerto l’occasione per evidenziare il contributo che il biologico può offrire anche allo sviluppo sostenibile delle aree interne”.

“L’agricoltura biologica si conferma un settore vitale e dinamico, nonché protagonista dell’attuale programmazione della Pac, che pone la nostra nazione ai primissimi posti in Europa per estensione delle superfici e numero di operatori coinvolti – ha dichiarato a sua volta il neo commissario Proietti. L’appuntamento odierno ribadisce l’attenzione dell’ISMEA verso questo settore strategico dell’agricoltura italiana e la volontà di consolidare i rapporti con il territorio, le sue amministrazioni locali e le associazioni di settore, al fine di fornire un supporto allo sviluppo del biologico e, in generale, dell’agroalimentare italiano”.

Ha detto invece il vice presidente Imprudente: I dati della crescita del biologico per la nostra regione sono confortanti, l’obiettivo è proseguire su questa strada per arrivare il prima possibile al target europeo del 25% di terreno, rispetto agli attuali 15%. Non è un caso che abbiamo messo a disposizione delle imprese 50 milioni con il nuovo programma di sviluppo rurale, il 40% in più rispetto le precedenti programmazioni. Nella consapevolezza che la qualità del cibo e la sostenibilità delle produzioni è aspetto centrale del progetto multidisciplinare Abruzzo regione del Benessere, potrà determinare ricadute in termini di conquista di mercati competitività delle nostre imprese e e creazioni di posti di lavoro”.

Aggiungendo: “la maggior quota di biologico in Abruzzo riguarda il settore vitivinicolo e poi quello dell’olio uno degli obiettivi è quello di potenziare il biologico nel settore zootecnico, per garantire la massima qualità delle carni e dei altri prodotti”.

L’atteso Piano nazionale per la produzione biologica , che guiderà il settore verso gli obiettivi di sviluppo richiesti dalla strategia europea Farm to Fork e ribaditi nella legge nazionale del 9 marzo 2022, è ormai ai blocchi di partenza, ha infatti concluso l’iter di ascolto delle parti coinvolte. “Il settore potrà contare su uno strumento programmatico che punta a potenziare ulteriormente l’offerta e migliorare il posizionamento, facendo leva sull’innovazione, la digitalizzazione, l’aggregazione, la semplificazione amministrativa e la promozione  – si legge in una nota dell’ISMEA.

Come testimoniano gli ultimi dati del Rapporto Bio in cifre, il biologico italiano è ormai lanciato verso il target del 25% di superfici investite a bio, previsto dalla Strategia Farm to Fork al 2030, con già 6 regioni che hanno oltrepassato questo traguardo, e un’incidenza media balzata a quasi il 19%, grazie all’incremento registrato anche nel 2022. In parallelo il numero degli operatori (produttori, trasformatori e importatori) prosegue la sua crescita a un ritmo piuttosto sostenuto, confermando l’Italia al primo posto in Europa per numero di aziende agricole biologiche certificate e sui gradini del podio anche per estensione della Sau biologica. Il 2022 restituisce l’immagine di un settore in fermento, al centro delle politiche nazionali e comunitarie e degli investimenti degli operatori, ma con i consumi che stentano a recuperare slancio. “La spesa domestica, seppur in ripresa su un deludente 2021, non soddisfa appieno le aspettative, crescendo a un ritmo inferiore all’agroalimentare complessivo e al tasso di ricchezza – si legge ancora nella nota -.

A seguire si è tenuta la tavola rotonda, moderata da Ermanno Comegna, a cui sono intervenuti Maria Grazia Mammuccini Presidente di FederBio, Nicoletta Maffini, presidente Assobio, Giuseppe Romano, presidente AIAB, Francesco Torriani, coordinatore settore biologico Alleanza Cooperative Agroalimentari Italiane, Giuseppe De Noia, presidente Cia -Anabio, Maria Letizia Gardoni, presidente Coldiretti-Bio ed Erminio Pensa, presidente di Giovani Confagricoltura Aquila.